Festa di Sant’Agata a Catania – Storia, tradizioni, origini e dettagli sulla processione

A Catania, i primi giorni di febbraio di ogni anno, si festeggia la Patrona Sant’Agata. Una festa composta da un mix di fede, devozione, folklore e tradizioni, tipico dell’isola.

In questo post racconteremo la Festa di Sant’Agata attraverso la storia, le tradizioni, le origini e tutti i dettagli sulla lunga doppia processione per le vie del centro storico etneo.

Agata era una giovane donna catanese di famiglia nobile vissuta nel corso del III secolo d.C. che venne perseguitata per la sua fede cristiana durante la persecuzione guidata all’Imperatore Romano Decio. Agata, dopo alcuni tentativi falliti di fuga (a Palermo e/o a Malta, come indica la tradizione), venne arrestata e torturata ma non rinnegò mai l’appartenenza alla fede cristiana fino al giorno del Martirio avvenuto il 5 feb. del 251 d.C.

Festa di Sant’Agata – La storia e le origini

A Catania nei giorni tra il 3 e il 5 del mese di febbraio viene festeggiata da quasi cinque secoli la figura della martire Agata, Patrona della città. Le origini di questa festa sono molto incerte. Sicuramente, sin dopo i giorni del martirio, la figura di Agata venne venerata dai catanesi e non solo. Si racconta, infatti, che anche la giovane Lucia da Siracusa, prima del martirio, venne a visitare la tomba di Agata per chiedere la guarigione della madre.

Le prime testimonianze scritte giunte fino ai giorni nostri sulla processione delle reliquie di Sant’Agata risalgono intorno al XVI-XVII secolo. Sicuramente già in passato in alcuni momenti storici, come ad esempio durante le eruzioni dell’Etna, veniva portato in giro per le vie di Catania il “velo rosso” della Santa che in quei casi compì il miracolo di fermare le colate laviche.

Dopo la progettazione del busto reliquario (1376), del fercolo (quello attuale in argento risale al 1500) e dello scrigno (alla fine del XV secolo) i festeggiamenti iniziarono ad avvicinarsi a quelli dei giorni nostri.

In passato la processione veniva svolta in un giorno solo. Dopo il terremoto del 1693, che distrusse buona parte della centro storico etneo, i festeggiamenti vennero dapprima sospesi per la ricostruzione della città e poi subirono modifiche al percorso. Nel corso dei secoli la festa di Sant’Agata ha subìto varie modifiche, mentre alcune tradizioni e usanze popolari sono state rimosse; ricordiamo, ad esempio, la cosiddetta “strisciata” che consisteva nel lancio da parte dei seminaristi di nastri di carta colorata al passaggio del fercolo di Sant’Agata nei pressi del Seminario. Dal 1846 venne introdotto il secondo giorno di processione, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui il rito viene suddiviso in tre giorni.

Festa di Sant’Agata – I nomi delle Candelore, la processione dell’offerta della cera e i fuochi d’artificio “da a sira ‘o tri”

La festa di Sant’Agata a Catania è articolata in questo modo: i primi avvenimenti sono in programma il giorno 3 interamente dedicato alla processione delle offerte della cera a Sant’Agata.

Si tratta di un’antica tradizione che nei secoli passati veniva eseguita attraverso la processione di grosse candele di cera che servivano per illuminare l’altare della Cattedrale. Questo rito, infatti, viene chiamato anche con il nome di “processione delle luminarie”.

Queste candele, con il passare dei secoli, sono state sostituite dalle cosiddette “Candelore” (“cannalori” o cerei di Sant’Agata), degli imponenti carri di legno dedicati alla figura della Santa che sono decorati e ornati in vari stili, dal barocco al liberty.

In passato il numero delle Candelore arrivava fino a quota 28; oggi i Cerei di Sant’Agata ammessi alla processione sono 13, di cui 2 sono stati aggiunti negli ultimi anni. Le 13 candelore nella maggioranza dei casi rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri di Catania, altre sono frutto di donazioni di personalità o di alcuni quartieri.

Nel dettaglio ecco le 13 candelore ammesse alla Festa di Sant’Agata:

  • Cereo di Monsignor Ventimiglia o di sant’Aita (donato nel 1766 da Monsignor Salvatore Ventimiglia arcivescovo di Catania in seguito ad una minacciosa eruzione lavica);
  • Cereo dei Rinoti (il più antico, in stile barocco, donato dagli abitanti di San Giuseppe la Rena agli inizi dell’800);
  • Cereo dei “giardinera” o ortofrutticoli (giardinieri e fiorai – in stile gotico, sormontato in alto da una corona);
  • Cereo dei “pisciari” (pescivendoli – in stile rococò, caratterizzato da una corona floreale posta nel secondo ordine);
  • Cereo dei “fruttaiola” (fruttivendoli – chiamato anche con l’appellativo di “‘a signurina” per la sua eleganza contraddistinta da una base con quattro cigni);
  • Cereo dei “chianchieri” (macellai – si contraddistingue per la presenza di quattro leoni nella base e per la statua di San Sebastiano, Patrono dei macellai);
  • Cereo dei “pastai” (produttori di pasta – in stile barocco, unico cereo che ancora detiene il candelone centrale in vera cera);
  • Cereo dei “pizzicagnoli” (venditori di formaggio e salumi – in stile liberty, con alla base quattro cariatidi come colonne);
  • Cereo dei “putiari” o bettolieri (vinaioli – è costruito su una base rappresentata da quattro leoni e da quattro aquile);
  • Cereo dei “pannitteri” (panificatori – è il più grande e il più pesante e per questo motivo viene chiamato anche con l’appellativo di “mamma”);
  • Cereo del Circolo sant’Agata (in stile neoclassico, uno dei più recenti rispetto a quelli che lo precedono);
  • Cereo del Villaggio Sant’Agata (inaugurato nel 2010, anche se la sua prima partecipazione all’offerta della cera risale all’anno 2012);
  • Cereo dei “Mastri Artigiani” (l’ultima novità, appartenente alla parrocchia Maria Santissima Assunta del quartiere Tondicello della Playa, che partecipa solo dal 2018).

La processione delle 13 Candelore avviene dopo le ore 12, da sempre nell’ordine con cui le abbiamo riportate, attraverso una caratteristica andatura detta “a ‘nnacata” (un particolare movimento svolto da una parte all’altra).

Il percorso della processione delle Candelore va dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace (chiamata anche chiesa di San Biagio), luogo in cui era posizionata la fornace in cui avvenne il martirio di Agata, fino alla Cattedrale di piazza Duomo.

Il corteo delle Candelore è seguito da due carrozze originarie del ‘700, un tempo appartenenti al Senato che governava la città e che ora trasportano il Sindaco e la Giunta.

La giornata si conclude la sera dopo le 20.00 in piazza Duomo, nella cosiddetta “a sira ‘o tri” (la sera del tre, molto importante per i catanesi per l’imponenza dei fuochi d’artificio, diventato anche un modo di dire quando si vedono eventi simili), in cui dopo un concerto di canti in onore della Santa avviene un grandioso spettacolo pirotecnico in cui i fuochi seguono il ritmo della musica.

Festa di Sant’Agata – Tutti i dettagli sulla prima processione e sul “vestito” dei devoti

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Il giorno 4 i catanesi incontrano per la prima volta la Patrona. Sin dalle prime ore del mattino (dalle 3 in poi) molti devoti si avviano verso la Cattedrale in cui viene esposto il prezioso busto di Sant’Agata, prima della celebrazione della cosiddetta “messa dell’Aurora” e della successiva processione.

Molti devoti, chiamati con l’appellativo di “cittadini”, indossano il tradizionale vestito bianco (chiamato “saccu”), una sorta di saio di tela dotato di un cordoncino alla vita, di un berretto di velluto nero (chiamato “scuzzetta”) e di un paio di guanti. I devoti portano con se anche un fazzoletto bianco che viene sventolato nel corso della processione insieme al grido “Tutti devoti tutti, cittadini viva sant’Aita”.




La tradizione vuole che questo particolare “abito” rappresenti quello che nel 1126 i catanesi indossavano quando nella notte, all’improvviso, si riversarono verso il porto per accogliere le reliquie di Sant’Agata che due soldati (Gisliberto e Goselmo) riportarono da Costantinopoli.

Il busto, opera del 1376 eseguita da Giovanni di Bartolo, contiene all’interno le reliquie di Sant’Agata (il cranio e la cassa toracica), mentre le restanti reliquie del corpo della martire sono custodite all’interno dello scrigno, opera eseguita da artisti catanesi in stile gotico verso la fine del XV secolo.

Le reliquie sono custodite all’interno del Duomo, nel cosiddetto “sacello”. Per aprire la cancellata bisogna reperire le tre chiavi che sono affidate a tre persone diverse nel seguente ordine: il tesoriere, il cerimoniere e il priore del capitolo della Cattedrale.

Dopo l’esposizione del busto di Sant’Agata e la celebrazione della messa dell’Aurora ha inizio la lunga processione.

Il busto, posizionato all’interno del prezioso fercolo d’argento (risalente al ‘500), viene portato in giro per le vie della città etnea per tutta la giornata, un giro esterno della città, passando dai luoghi della vita e del martirio di Agata. Per tutta la processione il possente fercolo è ricoperto da garofani rossi che rappresentano il sangue versato dalla Santa durante le torture e il martirio.

Uno dei momenti più attesi è quello del passaggio da “a cchianata de’ Cappuccini” (la salita dei Capuccini), un passaggio in cui il fercolo viene trasportato di corsa dai devoti fino ad arrivare dinanzi la chiesa di san Domenico.

Altro momento atteso è il passaggio alla “calata da marina”, una discesa che conduce verso il mare e che si ricollega al luogo della partenza delle reliquie di Sant’Agata per Costantinopoli.

Alle prime luci dell’alba, dopo la lunga processione, Sant’Agata ritorna in Cattedrale e viene omaggiata da un altro spettacolare gioco di fuochi d’artificio.

Festa di Sant’Agata – La processione del secondo giorno




Giorno 5, data del martirio di Agata, all’interno del Duomo di Catania vengono esposte le reliquie della Santa, questa volta ricoperte da garofani bianchi, per rappresentare la purezza della Santa Patrona.

In tarda mattinata viene celebrato il pontificale, mentre poco dopo il tramonto (dopo le 17.00) prende il via la seconda parte della processione con il fercolo che questa volta effettuerà il giro interno della città fino ad arrivare al passaggio dalla temuta via San Giuliano.

Il fercolo con le reliquie di Sant’Agata sale verso via Etnea, per raggiungere a tarda notte piazza Cavour, una zona conosciuta anche con il nome di “Borgo”. Una fermata simbolica in un quartiere in cui vennero accolti i “profughi” della vicina Misterbianco dopo l’eruzione dell’Etna del 1669.

Dopo un altro spettacolo pirotecnico, la processione riprende lungo via Etnea fino ad arrivare appunto alla “a cchianata ‘i Sangiulianu” (salita di San Giuliano). Un passaggio emozionante ma allo stesso tempo timoroso in cui il fercolo viene trasportato di corsa in una via dalla particolare pendenza che per i devoti simboleggia una sorta di prova di coraggio e di buon auspicio per l’anno che segue.




Dopo la salita di San Giuliano Sant’Agata si avvia verso via Crociferi, la più affascinante strada barocca di Catania, in cui davanti al convento delle suore Benedettine si osserva una fermata per ascoltare (con tutta la folla in silenzio) i canti in onore di Sant’Agata effettuati dalle suore dietro le grate del monastero.

La Festa di Sant’Agata si conclude al mattino del giorno seguente (il 6) con il ritorno in Cattedrale e un nuovo spettacolo pirotecnico che chiude i tre giorni di festa in onore della Patrona della città.

La Festa di Sant’Agata viene ripetuta in forma ridotta anche nel mese di agosto con una breve processione eseguita il giorno 17 per ricordare la data in cui nel 1126 i due soldati Gisliberto e Goselmo riportano a Catania le spoglie della Santa direttamente da Costantinopoli.

Festa di Sant’Agata – Nel dettaglio ecco l’itinerario del percorso con tutte le tappe delle processioni

Ecco il percorso della processione di Sant’Agata del giorno 4: Porta Uzeda, via Dusmet, vie Calì, piazza Cutelli, via Vittorio Emanuele,piazza dei Martiri, via VI Aprile, via della Libertà, piazza Iolanda. via Umberto, via Grotte Bianche, piazza Carlo Alberto; piazza Stesicoro, salita dei Cappuccini, piazza S. Domenico, chiesa di S. Agata la Vetere. via Plebiscito, via Vittorio Emanuele, piazza Risorgimento, via Aurora, via Palermo, piazza Palestro, via Garibaldi, via Plebiscito, via Dusmet, Porta Uzeda e rientro in Duomo.

Il percorso del secondo giorno di processione per la Festa di Sant’Agata: via Etnea, piazza Stesicoro, via Caronda, piazza Cavour, via Etnea, via di San Giuliano, via Crociferi; piazza S. Francesco d’Assisi, via della Lettera, via Garibaldi e rientro in piazza Duomo.

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