Modica – La guida su cosa vedere e i luoghi da visitare

Modica sorge su un altopiano, un tempo adagiata sul letto del fiume Moticano (o Fiumara di Modica) in cui confluivano i due torrenti Janni Màuru e Pozzo Pruni. Agli inizi del ‘900 il fiume è stato coperto e murato per dar vita all’odierno corso Umberto I.

La città di circa 55 mila abitanti è oggi divisa in Modica Alta, la città vecchia in cui sorgeva il castello, Modica Bassa, centro politico e cultuale che si sviluppa attorno al corso Umberto I e la nuova zona residenziale e commerciale del Sacro Cuore, detta anche Modica Sorda, perché in quella zona esisteva una locanda gestita da una persona sorda, oltre alle frazioni di Marina di Modica e la contrada rurale di Cava Ispica.

L’inconfondibile architettura tardo barocca, che contraddistingue chiesa, palazzi e monumenti di questa città, è stata insignita di onorificenza Unesco nel 2002 (assieme ad altri luoghi del Val di Noto). Passeggiando per le vie di Modica si comprende la forte attrazione per i turisti dovuta non soltanto dall’unicità del suo cioccolato e dai luoghi in cui hanno vissuto Tommaso Campailla e Salvatore Quasimodo, quanto dalla rinomata serie il Commissario Montalbano che regala alcuni scorci di questa magica città.

Storia e Origini della città di Modica

Le prime tracce della presenza umana nella zona di Modica risalgono all’Età del Bronzo con il ritrovamento del ripostiglio di bronzi (XVI secolo a.C.) nella località Molino del Salto (vicino alla Stazione ferroviaria). Durante il periodo romano fu città “decumana” e poi “stipendiaria” (gli abitanti dovevano pagare una tassa come comunità). Nell’844-45 fu conquistata dagli arabi, mentre Ruggero II durante il periodo normanno la nominò Città regia. Il periodo storico più florido fu sotto la dominazione degli Aragona di Spagna (XIII – XVII secolo) con le famiglie dei Conti Cabrera, Chiaramonte e Mosca che hanno arricchito la città e lasciato molte impronte tuttora visibili.

La storia di Modica è segnata anche da alcuni tremendi terremoti, il più catastrofico quello del 1693, a seguito del quale la città venne completamente ristrutturata affidandosi allo stile barocco. Modica viene chiamata la città delle 100 chiese, poiché, secondo alcuni storici, prima dei terremoti del 1600 che hanno distrutto l’intera zona, si potevano contare quasi 100 chiese molte delle quali mai più ricostruite.

Guida turistica di Modica – Cosa vedere e i luoghi da visitare nella città del Cioccolato

Il nostro tour tra i luoghi di interesse parte dal corso principale della città (corso Umberto I) che attraversa tutta Modica Bassa, precisamente da piazza Matteotti, dove si trova la chiesa del Carmine, con annesso convento. Questo complesso, di origine tardo gotica-chiaramontana (anche se parte della facciata e il campanile sono stati ricostruiti in stile barocco), è uno dei pochi che resistette ai vari terremoti;  infatti ancora si può ammirare il portale chiaramontano, risalente alla fine del XIV secolo, con colonnine laterali e capitelli floreali e in alto il rosone francescano con 12 raggi, gli unici reperti rimasti della vecchia struttura. All’interno della chiesa segnaliamo alcune opere di un certo pregio, come una tavola di S.Alberto Carmelitano del XVI secolo, attribuita a Cesare Da Sesto, allievo di Leonardo da Vinci, una tela del 1600 dell’Incontro della Madonna con Gesù risorto di Daniele Monteleoni e il gruppo marmoreo dell’Annunciazione con l’Angelo in ginocchio vicino a Maria, opera datata intorno al 1530 ed attribuita ad Antonello Gagini. In ultimo segnaliamo anche la presenza di un organo musicale in legno ancora funzionante del 1774.

chiesa del Carmine di Modica
chiesa del Carmine di Modica

Dopo la visita torniamo sul corso e imbocchiamo sulla sinistra la strada De Leva fino ad incontrare la chiesa del SS. Salvatore, originaria del XV secolo ma ricostruita nel XVIII secolo. Al suo interno conserva un altare in marmo con 5 medaglioni in cui vengono rappresentati alcuni episodi della Bibbia. Nella stessa strada segnaliamo Palazzo De Leva (XIX secolo), antico edificio nobiliare appartenuto per secoli ad una nobile famiglia modicana, come dimostra lo stemma araldico che spicca sulla facciata. Elemento fortemente caratteristico di questo palazzo è senza dubbio il portale in stile tardo gotico – chiaramontano, uno dei più suggestivi della città, caratterizzato dalla presenza di archi con una grande ogiva a tre ordini con decorazioni a zig zag, completato da foglie di acanto.

Proseguendo su corso Umberto I arriviamo alla piazza del Municipio dove troviamo l’ex convento dei Domenicani (1461) che ospita gli uffici comunali. A fianco sorge la chiesa di S. Domenico (detta anche del Rosario), ricostruita nel 1678 dopo il terremoto del 1613: la facciata in stile barocco ha un portale con arco a tutto sesto con stemma domenicano e 4 nicchie in cui sono situate delle statue in pietra (tra cui una è di S.Domenico). L’interno è ad una navata con volte a botte e ospita una cappella con decorazioni in stucchi settecenteschi del palermitano Giuseppe Gianforma. Da segnalare anche la presenza di un grande dipinto cinquecentesco della Madonna del Rosario in cui viene ripresa nell’atto di distribuire le corone ad alcuni Santi (S.Domenico, Sant’Agata e Santa Lucia); l’opera ha una cornice con 22 riquadri in cui sono rappresentati i quindici Misteri del Rosario e viene attribuita alla mano del pittore Vincenzo Aniemolo (o Vincenzo degli Azani da Pavia).

Continuando sulla stessa strada arriviamo in piazza S. Maria dove ha sede la chiesa di S. Maria di Betlem (o Betlemme), una delle tre antiche collegiate di Modica, costruita intorno al XIV-XV secolo nel posto in cui in passato si trovavano già 4 piccole chiese (o templi). La struttura attuale della chiesa è il risultato dei rifacimenti intervenuti nel corso dei secoli e a seguito dei vari eventi sismici: la parte bassa della facciata risale al XVI secolo, mentre il secondo ordine è stato completato solo nell’800. La chiesa, a 3 navate divise da colonne, custodisce la pala del Martirio di S. Caterina d’Alessandria, datata 1640 e firmata da tale Michelangelo Xiavarella, la grande pala dell’Assunta posta sull’altare maggiore, opera dell’artista modicano Giovanni Battista Ragazzi completata nel 1776, un Presepe monumentale permanente, risalente alla fine dell’800, composto da 60 personaggi in terracotta con antichi costumi dei contadini modicani (opera della bottega degli artigiani di Caltagirone Bongiovanni-Vaccaro), un organo musicale e un pulpito tutto scolpito in legno.

Sempre all’interno della chiesa, sulla destra della navata, da non perdere la Cappella del Sacramento (chiamata anche Cappella Cabrera o Cappella Palatina), sopravvissuta ai terremoti, che presenta un sontuoso portale ogivale del XIV-XV secolo sostenuto da numerose colonne con dei capitelli scolpiti e ricco di decorazioni tipiche dei periodi arabo, normanno, catalano, tra cui si notano varie figure umane grottesche e motivi vegetali e animali. La cupola a pennacchi rappresenta uno dei più belli esempi dell’architettura tardogotico-rinascimentale del XV-XVI secolo. La cappella all’origine era un luogo di sepoltura di aristocratici e ricchi cittadini, infatti, all’interno sono custoditi due mausolei e alcuni busti di cavalieri dell’epoca. Da segnalare anche la presenza dentro la cappella Cabrera di una statua in pietra dipinta della Madonna in trono col Bambino del XVI secolo di attribuzione incerta. All’esterno del complesso, in una stradina sulla destra, scopriamo la Lunetta di Berlon, un bassorilievo in pietra che rappresenta la Natività, opera di artisti locali datata intorno al XV-XVI secolo che probabilmente apparteneva ad una delle chiese già esistenti.

chiesa S. Maria di Betlem - Modica
chiesa S. Maria di Betlem di Modica

La nostra visita continua percorrendo le piccole e caratteristiche stradine del centro storico del quartiere “Sbalzo“. Salendo verso Modica Alta è possibile ammirare alcune case caratteristiche scavate nella roccia e, in via Posterla, la casa natale di Salvatore Quasimodo che al suo interno custodisce un piccolo museo con i ricordi del poeta modicano e una piccola biblioteca. Proseguendo a salire arriviamo in via Castello che fiancheggia il recinto dell’antico castello medievale citato da Carlo I d’Angiò in un elenco di castelli demaniali che fece redigere nel 1272. Del castello dei Conti di Modica, originario del XIII secolo ma distrutto dal terremoto del 1693, rimangono solo le mura esterne, l’ingresso seicentesco e la Torre dell’Orologio in cui nel’700 è stato posto un orologio meccanico a contrappesi ancora funzionante, oggi simbolo della città di Modica.

Torre dell'Orologio -Modica
Torre dell’Orologio di Modica

Il nostro tour sui luoghi da visitare a Modica prosegue per il corso Regina Margherita, una delle strade più importanti della città, da percorrere con lo sguardo rivolto verso l’alto per la presenza di molti palazzi ricchi di elementi decorativi in stile barocco come mensole, finestre, portali, paraste d’angolo, maschere e altro ancora. Dopo questa passeggiata arriviamo nella piazza S. Giovanni dove troviamo la chiesa di S. Giovanni Evangelista. La chiesa è caratterizzata da un’imponente scalinata che presenta ai lati 26 pilasti, un tempo adornati da altrettante statue, di cui oggi ne restano solo tre. La croce in cima alla facciata che tende verso il cielo rappresenta il punto più alto di tutta Modica con i suoi 449 metri s.l.m. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1693, la chiesa è stata ricostruita in stile barocco, mentre la facciata, restaurata tra la tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, in stile neoclassico con dei riferimenti stilistici alla cultura tardo barocca. All’interno da segnalare la presenza del gruppo Statuario dell’Addolorata, originario del XVI secolo con Maria e Marta che piangono la morte di Gesù Cristo tra le braccia di Maddalena. Da piazza S.Giovanni imbocchiamo la stradina sulla sinistra proseguendo verso via Pizzo per raggiungere il belvedere Pizzo: da qui si può godere di una vista mozzafiato, sia di giorno che di notte, che mostra Modica quasi come se fosse un presepe.

Belvedere Pizzo di Modica
Belvedere Pizzo di Modica

Tornando indietro in piazza S.Giovanni, andando verso destra attraverso via Gesù fino ad arrivare alla via Don Bosco, incontriamo la chiesa di S. Maria del Gesù con annesso convento del XV secolo, costruito su ordine della contessa Anna Cabrera e del conte Federico Hernandez. Il complesso è visitabile solo per alcune occasioni ma si può ammirare la facciata che presenta uno splendido portale ogivale tardogotico-catalano, decorato nel timpano da due edicolette e dagli stemmi della contea, e un oculo in alto. Nel convento da segnalare il chiostro in stile tardogotico (ristrutturato nel 2010) con colonnine con decorazioni a zig zag, motivi fogliacei e testine.

Cosa vedere a Modica: l’affascinante Duomo di S. Giorgio

L’itinerario prosegue fino a giungere al Duomo di S.Giorgio, Chiesa Madre, che si staglia nel medesimo corso. La struttura originaria è del XII secolo, tuttavia anche il Duomo non scampò ai due terremoti del XVII secolo; infatti fu riedificato sia nel 1643 su progetto di Marcello da Palermo per volere del conte Alfonso Henrique Cabrera, che nel 1738 con i contributi dei devoti, del Senato modicano e del re Filippo V di Spagna. Il maestoso Duomo presenta una particolare ed imponente facciata curvilinea a torre a tre ordini, tipica delle chiese barocche della zona del Val di Noto, attribuita almeno nel progetto iniziale al celebre architetto netino Rosario Gagliardi. Il prospetto si presenta con delle colonne ornate da capitelli in stile corinzio, mentre le parti laterali sono abbellite con delle monofore; in alto una griglia contiene l’orologio, mentre all’interno della cella campanaria sono presenti tre campane di diverse dimensioni. Completa la magnificenza di quest’opera del barocco siciliano una sfarzosa scalinata di 250 gradini arricchita da giardini pensili su più livelli.

Facciata del Duomo di S. Giorgio di Modica
Duomo S. Giorgio di Modica

Entrando ammiriamo la monumentalità del luogo: le cinque navate, le 22 colonne sormontate da capitelli corinzi e, in alto sulla sinistra, il grandioso organo con più di 3000 canne. I preziosi stucchi e le pregevoli opere presenti all’interno, donano splendore e ricchezza alla chiesa. Iniziamo dal secondo altare di destra menzionando la tela dell’Assunta del fiorentino Filippo Paladino (o Paladini) datata 1610 investita di una luce particolare che tanto si ammira e si percepisce quanto più ci si allontana; alle spalle dell’altare principale troviamo il ricco paliotto d’argento (completato nel 1705) con una grande pala composta da 10 pannelli adornati da una cornice lignea dorata, opera del 1573 attribuita a Bernardino Niger (o Nigro): questa imponente opera è divisa in tre registri in cui sono impressi la Madonna in trono fra i Ss. Giorgio e Martino, i 3 Misteri gaudiosi con Presentazione di Gesù al tempio, Adorazione dei Magi, Disputa coi dottori e i 3 Misteri gloriosi con Discesa dello Spirito Santo, Resurrezione e Ascensione. Completa il paliotto il pannello dell’Eterno Padre, situato nella lunetta della cimasa. Da segnalare anche la tela del Martirio di Sant’Ippolito (1671) opera del Cicalesius, la cinquecentesca pala lignea dell’Adorazione dei pastori e la seicentesca Natività (entrambe di anonima attribuzione), una statua della Madonna della Neve del 1510 di scuola gaginiana, opera di Giuliano Mancino e Bartolomeo Berettaro; un gruppo ligneo della Crocifissione del XVII secolo e gli stalli lignei del coro del 1630 vicino all’altare principale. All’interno del Duomo è inoltre custodita l’Arca Santa, un’urna d’argento contenente le reliquie di S. Giorgio, opera del XIV secolo di fattura veneziana (danneggiata nel XVIII secolo e nel 1817). Prima di uscire prestiamo attenzione al pavimento del transetto: qui è tracciata una meridiana solare (1895), opera del matematico Armando Perini, che a mezzogiorno viene illuminata da un raggio di sole che entra e interseca la linea segnando così il trascorrere dei giorni e delle stagioni.

Interni del Duomo di S. Giorgio di Modica
L’interno del Duomo S. Giorgio di Modica

Uscendo dalla chiesa Madre di Modica sulla destra è possibile ammirare l’elegante palazzo Polara del 1700. Raggiungiamo ora corso Umberto I scendendo la lunga scalinata e attraversando i giardini che la adornano: una volta giunti in basso, impossibile non voltarsi per ammirare lo slancio verticale che questa sontuosa scalinata dona all’intera struttura. Percorrendo il corso principale della città, sempre con lo sguardo rivolto verso l’alto, incontriamo una serie di edifici del 1700-1800 come il palazzo Manenti (XVIII secolo), il Teatro Garibaldi (1800), l’ex collegio dei Gesuiti del 1630 (chiamato anche Il palazzo degli Studi, oggi sede di una scuola) con la vicina chiesa di S. Maria del Soccorso (prima metà del XVIII secolo) costruita su progetto Rosario Gagliardi (uno dei principali architetti del Val di Noto), il palazzo Tedeschi (XVIII secolo), palazzo Grimaldi (XVIII-XIX secolo) in stile neorinascimentale sede della Pinacoteca comunale.

Cosa vedere a Modica: la chiesa Madre di S. Pietro

La nostra visita alla città di Modica prosegue con la chiesa Madre di S.Pietro, Duomo della città bassa. Il prospetto tardobarocco si impone al culmine di una monumentale scalinata arricchita ai lati delle statue degli apostoli. Entrando nella Mater Ecclesia, prima ancora di notare la struttura a tre navate sorretta da 14 colonne con capitelli corinzi, si resta ammaliati dal tripudio di colore blu e d’oro che caratterizza l’interno della chiesa. Alzando gli occhi al cielo ammiriamo la volta affrescata con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento dal pittore locale Gian Battista Ragazzi nella seconda metà del’700. All’interno da segnalare la statua marmorea di scuola gaginesca della Madonna dell’Ausilio (o anche Madonna di Trapani), il possente gruppo policromo di S. Pietro e il paralitico opera di Benedetto Civiletti (1893) e la tela della Madonna con l’arcangelo Gabriele e S.Francesco di Paola eseguita da Stefano Ragazzi (1763).

La facciata della chiesa S. Pietro di Modica
chiesa S. Pietro di Modica

Tra le viuzze che si diramano dietro al Duomo di San Pietro è stata scoperta la chiesa rupestre di San Niccolò Inferiore, la più importante testimonianza di architettura rupestre a Modica risalente all’anno 1000. Al suo interno è possibile ammirare il Cristo in trono con gli angeli e la Madonna e i Santi in un ciclo di affreschi pittorici di Età bizantina.

Sempre in pieno centro storico segnaliamo ancora:

  • il palazzo Napolino-Tommasi Rosso (XVIII secolo), situato dietro al Duomo di San Giorgio e che rappresenta uno dei più begli esempi dell’architettura tardo-barocca grazie al suo portale d’ingresso, all’elegante balcone e ai mascheroni che abbelliscono la facciata;
  • il palazzo dei Tribunali (o della Cultura) sede del Museo del Cioccolato e del Museo Civico Archeologico Belgiorno, in cui sono esposti resti paleontologici di età neolitica tra i quali merita di essere menzionata una statuetta in bronzo di Eracle.
  • il Museo Medico Tommaso Campailla che si trova in un antico stabile del XVII secolo. Appassionato di medicina, il modicano filosofo e poeta Campailla realizzò importanti e rivoluzionari studi nella cura della sifilide costruendo le stufe mercuriali (meglio note con il nome di “botti” per via della loro forma) in cui i pazienti erano sottoposti alla cura a base di fumi mercuriali. L’edificio non è altro che l’ospedale in cui Campailla svolgeva i suoi esperimenti e dove è possibile ancora oggi ammirare tutte le sue apparecchiature. All’interno dell’ex ospedale è ospitato anche il Teatro Anatomico, uno dei rari esempi in Italia.

Un altro luogo che merita senz’altro di essere visitato è il Santuario della Madonna delle Grazie (situato in largo Mercé). Il Santuario rappresenta per la città uno dei luoghi di culto più amati e suggestivi, tanto che la terza domenica di maggio i pellegrini chiedono una grazia alla Madonna e dimostrano la loro fede partecipando alla processione a piedi scalzi e portando in pegno un gioiello prezioso. Fu edificato a partire dal 1615 a seguito del miracoloso ritrovamento di una tavoletta d’ardesia raffigurante la Madonna col Bambino, oggi custodita all’interno della chiesa, che bruciò ininterrottamente per tre giorni senza danneggiarsi. Il progetto originario della chiesa prevedeva l’entrata principale dove oggi sorge il portale laterale, ma ogni mattina la tavoletta veniva inspiegabilmente ritrovata rivolta vesto la città, per cui si decise la nuova collocazione del portale principale così come lo vediamo oggi. Il portale laterale conserva ancora decorazioni del 1600 in stile tardo-rinascimentale; la facciata settecentesca, incompiuta, presenta colonne corinzie su cui poggia un (recente) timpano triangolare. Nella stessa strada troviamo palazzo dei Mercedari (1700), ex convento sede attuale del Museo Ibleo delle arti e delle tradizioni popolari “S.A.Guastella”.

Modica, come abbiamo detto nella presentazione, è anche chiamata la città delle 100 chiese, infatti, ci sono altri luoghi di culto in giro che potere incontrare nella vostra visita. Tra le tante segnaliamo: le seicentesche chiesa di Sant’Anna con annesso convento, sede dell’archivio della Contea di Modica, chiesa di San Giuseppe situata vicino ai resti del castello e chiesa di San Michele, nei pressi del Duomo di San Giorgio; la chiesa di San Paolo (‘600-‘700) con particolare pavimento in ceramica di Caltagirone; la chiesa di San Ciro (1865) con delle tele ottocentesche. Fuori dal centro abitato, sulla strada per raggiungere Scicli, ai piedi della collina Monserrato sorge la chiesa di S. Giacomo. Questa struttura dovrebbe essere la più antica chiesa di Modica, infatti, alcuni storici la fanno risalire al XIV secolo ed è caratterizzata da un piccolo campanile a vela, da un’abside semicircolare, da due portali archiacuti con delle finestre a feritoia e al suo interno custodisce i resti di un affresco quattrocentesco.

Un altro punto panoramico da non perdere, meno conosciuto rispetto al Belvedere Pizzo, ma forse ancor più affascinante per la vista che offre, è il belvedere situato nella via San Benedetto da Norcia. Affacciandosi da questo punto panoramico notiamo sia Modica Bassa con il corso principale ma anche Modica Alta con l’imponente facciata del Duomo di San Giorgio e la bellissima scalinata che forma la figura di una chiave (situata proprio di fronte alla nostra vista). Di notte, quando le luci della città si accendono e riflettono sui chiari colori delle case e delle rocce, questa vista offre incredibili suggestioni.

Belvedere di via San Benedetto a Modica
Belvedere di via San Benedetto a Modica

Mare – Le località balneari e le spiagge da visitare a Modica

La città di Modica si estende fino alla costa orientale della Sicilia con le frazioni e le località balneari di Maganuco e di Marina di Modica distanti circa 20-25 km dal centro cittadino. Entrambe le due località sono caratterizzate da tratti di spiagge di sabbia fina con un mare limpido. Marina di Modica è molto affollata nel periodo estivo ed è scelta come meta preferita dagli appassionati di surf e windsurf per il vento che soffia nella baia. La spiaggia di Maganuco, invece, si contraddistingue per la presenza di dune naturali formate dal vento che rendono il paesaggio ancora più affascinante. Vicino al territorio di Modica, lungo la costa ragusana, ci sono tante altre spiagge da visitare che però fanno parte di altri centri.

 

Feste & tradizioni di Modica

La fede, il folklore e tutta Modica in festa fanno da sfondo al rito della “Madonna VasaVasa”,ovvero “bacia bacia”, dal 1645 ad oggi. Piazza Monumento è il luogo in cui il giorno di Pasqua la festa della Madonna VasaVasa giunge al suo culmine. La tradizione vuole che, dopo la messa mattutina, il simulacro della Madonna e quello del Cristo risorto partano rispettivamente dalla chiesa di Santa Maria di Betlem e dalla chiesa di San Pietro, ognuno in una propria solitaria processione attraverso il centro storico senza mai incontrarsi. Avanzando lungo corso Umberto I Maria scorge in lontananza il Figlio risorto che le viene incontro. Quando la Torre dell’Orologio segna le dodici esatte ed il simulacro della Madonna incontra finalmente quello del Cristo appena risorto Maria lascia cadere il suo mantello nero di lutto da cui si liberano il volo delle colombe bianche. Sotto gli occhi della folla emozionata, che accompagna l’incontro con un lungo applauso, la Madonna raggiunge suo Figlio, lo abbraccia e lo “bacia” sul petto benedicendolo; poi insieme si voltano per benedire i fedeli e proseguire insieme il loro cammino.

Altre feste da segnalare sono quelle dei due patroni di Modica: San Giorgio e San Pietro.

La festa di San Giorgio cade il week-end successivo la data del 23 Aprile con la processione del simulacro del Santo Cavaliere che uccide il drago. La processione, che attraversa tutto il centro storico di Modica alta e bassa,si contraddistingue per l’andatura del Santo: la statua, infatti, viene portata a passo svelto e in alcuni tratti di corsa, simulando il galoppo del cavallo. Solo in tarda serata e dopo i fuochi conclusivi il simulacro rientra in chiesa e viene fatto girare più volte tra le navate, i “gira”, finché i portatori non sono stanchi e lo ripongono nel transetto.

La festa del compatrono San Pietro, invece, cade il 29 Giugno con la processione del simulacro di San Pietro e il paralitico, che rappresenta il Santo nell’atto di compiere il miracolo della guarigione del paralitico alle porte del Tempio. La festa è caratterizzata anche dalla presenza delle bancarelle che danno vita alla tradizionale “Fiera di San Pietro”.

Concludiamo parlando del prodotto più famoso della città: il cioccolato di Modica. Tipica e storica produzione eseguita sulla base di un’antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana che, come riportano alcuni documenti ritrovati nell’archivio Grimaldi, risale al 1746, all’epoca della dominazione spagnola. La lavorazione è esclusivamente artigianale e a bassa temperatura ed è composto da pochi ingredienti genuini che lo rendono unico al gusto. In giro per il centro storico di Modica potete trovare tanti laboratori che producono il cioccolato e lo lasciano degustare.

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