Alla scoperta della chiesa più grande della Sicilia

Tra le curiosità siciliane in molti di noi quotidianamente quando visitiamo una chiesa o un grande palazzo ci siamo chiesti ma qual è la chiesa più grande della Sicilia?.

In tanti, scorrendo l’elenco delle chiese siciliane più conosciute che vengono in mente, pensano alla Cattedrale di Palermo o al Duomo di Catania o ancora alle altri grandi chiese in giro per l’isola.

I luoghi citati però, in ordine di grandezza, sono dietro ad una chiesa fino a qualche anno fa ancora poca nota che, tra l’altro, è rimasta anche una grande incompiuta.

Nel corso della storia nella costruzione delle grandi cattedrali in giro per il mondo la grandezza era un requisito molto importante e simbolico. Basti pensare alla maestria della Basilica di San Pietro a Roma, la casa del Papa e di tutti i cattolici, che ha una capienza di quasi 60.000 fedeli.

Noi prendendo spunto da questo tema, un po’ per campanilismo, ci siamo domandati: ma qual è la chiesa più grande della Sicilia?

I primi nomi che ci sono venuti in mente provando a dare una risposta sono state la Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta di Palermo, la Cattedrale di Sant’Agata di Catania, che non solo al primo posto (vengono subito dopo), e lo storico Duomo di Siracusa dalle antiche origini.

Non è neanche il Duomo arabo-normanno di Monreale, così come la Cattedrale di Noto, simbolo del sito Unesco del Val di Noto.

Il luogo di culto siciliano più grande è una sorpresa che stupisce tutti.

La chiesa più grande della Sicilia: la chiesa di San Nicolò l’Arena di Catania

A Catania la chiesa di San Nicolò l’Arena con i suoi 105 metri di lunghezza, i 48 di larghezza nel transetto e un’altezza massima di circa 66 metri, è la più grande della Sicilia.

La chiesa, insieme al vicino imponente monastero, fa parte del complesso dei Benedettini che a Catania si sono contraddistinti per le loro manie di grandezza che sono passate alla storia.

Il monastero Benedettino spicca per la sua imponente facciata ricca di decorazioni barocche (incluso tra i luoghi del sito Unesco del Val di Noto), mentre la chiesa di San Nicolò per una serie di vicissitudini storiche è rimasta incompleta.

Il progetto della chiesa, viste le dimensioni, era ugualmente imponente ma ha avuto un travaglio storico tra terremoti ed eruzione dell’Etna alla fine del ‘600.

Diversi furono gli architetti che nel ‘700 si alternarono per tentare di completare il progetto. Tra i tanti studiosi segnaliamo i fratelli Andrea e Antonino Amato, Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Carmelo Battaglia Santangelo che tra mille difficoltà, anche di natura economica, portarono avanti il progetto.

La facciata però non venne mai completata perché i lavori a fine ‘700 diretti da Carmelo Battaglia Santangelo, dopo la realizzazione del finestrone centrale, non continuarono per delle sopraggiunte difficoltà tecniche ed economiche. Il prospetto della facciata, dopo la soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose, non venne più completato.

L’interno, viste le grandi dimensioni, sembra un po’ spoglio con gli stucchi bianchi che danno una sensazione di incompleto. Non mancano però le cappelle e le opere d’arte tra dipinti, altari e decorazioni marmoree.

Nel lungo transetto è collocata una dettagliata meridiana realizzata da C.W Peters e S.Walterhausen nel 1841 (le figure zodiacali sono del pittore Bertel Thorvaldsen), mentre dietro all’altare spicca l’organo settecentesco in legno intagliato e dorato, composto da più di 2900 canne, realizzato da Donato Del Piano.

La facciata, anche se incompleta, ci trasmette quella sensazione di grandezza ed unicità tramite le proporzioni quasi gigantesche delle colonne che si stanziano tra i portali.

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