I colori, la storia e il significato della bandiera siciliana

La bandiera siciliana, anche se adottata ufficialmente dalla Regione solo nel 2000, ha una lunghissima storia ed è caratterizzata dalla presenza dell’antico simbolo della triscele (conosciuta da tutti noi con il nome di trinacria, anche se esso rappresenta l’antico nome greco della Sicilia), del gorgoneion e da tre spighe di grano.

Le sue origini risalgono addirittura al 1282 quando apparve durante la Rivoluzione dei Vespri siciliani, lotta portata avanti dai siciliani nel tentativo di scacciare gli Angioini dal Regno di Sicilia.

Per questo motivo risulta essere la quarta bandiera più antica al mondo, anche se non è mai stata utilizzata nella lunga storia del Regno di Sicilia fino al 1861.

Nel dettaglio ecco la storia della bandiera siciliana, la scelta dei colori e il significato dei simboli

La bandiera ufficiale che rappresenta la Sicilia è composta da una triscele color carne con le caratteristiche tre gambe piegate all’altezza del ginocchio che dovrebbero rappresentare i tre promontori della Sicilia: Capo Peloro, Capo Passero e Capo Lilibeo (dal greco triskelís, che ha tre gambe o tre punte).

Al centro intersecato con la triscele troviamo il cosiddetto gorgoneion o testa della Gòrgone, conosciuto dal pubblico come la figura mitologica di Medusa con una massa di serpenti al posto dei capelli. I serpenti si intrecciano con delle spighe di grano che rappresentano la fertilità della terra e anche il riferimento all’epoca romana in cui la Sicilia fu la prima provincia di Roma e una delle terre più produttive di grano.

Questi simboli si trovano al centro su un fondo di color giallo – rosso, composto da due triangoli isosceli che formano il drappo rettangolare.

La prima apparizione di questa bandiera avvenne durante la Rivoluzione del Vespro nel 1282 messa in atto dai siciliani per ribellarsi alla dominazione degli angioini.

I colori della bandiera, all’epoca posizionati in maniera invertita rispetto a come la conosciamo oggi, rappresentano quelli delle città di Palermo (il rosso), la prima a muoversi contro il potere degli Angioini, e di Corleone (il giallo), uno dei principali centri agricoli dell’epoca.

Le due città furono le prime a ribellarsi e ad iniziare i Vespri siciliani il lunedì dell’angelo del lontano 1282.

Dopo la fine dei Vespri siciliani questa bandiera venne messa da parte; infatti, con l’ascesa al trono di Federico III d’Aragona, venne introdotta la bandiera degli aragonesi di Sicilia che rimarrà fino al 1816.

Il simbolo della trinacria riapparve in parte solo nella rivoluzione del 1848 al centro di una bandiera con il tricolore italiano. Dopo venne utilizzata dai comitati rivoluzionari durante l’amministrazione nell’era di Garibaldi e da altri piccoli movimenti separatisti nel corso della storia.

Solo nel 2000 la Regione Sicilia ha scelto di rispolverare la vecchia bandiera siciliana e di adottarla ufficialmente.

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