A Cannilora – Origine e significato della festa della Candelora

Tra le festività della tradizione ecco le origini e il significato della Cannilora (o Cannalora), la festa della Candelora che oltre ad essere una ricorrenza della chiesa cattolica si lega anche a dei riti della saggezza contadina sulle successive previsioni metereologiche, tra proverbi e tradizioni del passato.

Una festa dalle antiche origini pagane (come tante altre, ad esempio la festa dei morti in Sicilia) che nella religione cattolica coincide con la celebrazione della presentazione al tempio di Gesù, un giorno in cui si benedicono le candele come simbolo di luce del Cristo venuto sulla terra per illuminare le genti.

La festa della Candelora – La storia, l’origine e il significato della ricorrenza

Nel calendario la festa della candelora è prevista il 2 febbraio, una festa conosciuta in Sicilia come la giornata della “Cannilora” che rimanda ad antiche tradizioni e riti del passato tutti da scoprire e da non far dimenticare.

La festa della Candelora è celebrata nella religione cattolica, ortodossa e anche in alcune religioni protestanti e si collega all’episodio della presentazione al tempio di Gesù riportato dal Vangelo secondo Luca (2,22-39).

Nel passo del Vangelo si racconta che Maria e Giuseppe, seguendo le prescrizioni della legge giudaica sui primogeniti maschi, portarono il Bambino Gesù al Tempio di Gerusalemme 40 giorni dopo la nascita. Una cerimonia che rimanda ad una sorta di “riscatto” del bambino dopo un’offerta, una purificazione dell’anima che si collega come vedremo dopo al passaggio dall’inverno alla primavera.

In questa occasione ci fu l’incontro con Simeone il vecchio a cui era stato predetto che avrebbe incontrato il Messia prima della sua morte. Lo stesso nel Cantico di Simeone annunciò che la venuta di Gesù sarebbe stata una luce per le Nazioni ma anche segno di contraddizione, anticipando anche le sofferenze di Maria.

In origine la festa della Candelora prese spunto dalla festività pagana dei Lupercàli risalente al periodo romano, che tra l’altro si celebrava sempre nel periodo di febbraio. Una celebrazione che prevedeva delle fiaccolate e altri riti che si svolgevano in onore del dio Fauno, protettore del bestiame, nella metà del mese di febbraio perché coincideva con la fine dell’inverno periodo in cui i lupi alla ricerca di cibo minacciavano le greggi di pecore.

Nel 495 papa Gelasio I eliminò la festa dei Lupercàli che venne sostituita con la celebrazione della festa delle Candelore (A Cannilora), il cui nome rimanda ad alcuni riti dell’originaria festa romana. Nel VI secolo Giustiniano anticipò la celebrazione alla data attuale del 2 febbraio, una giornata in cui avviene la benedizione delle candele (simbolo della luce) e si festeggia la venuta di Cristo come “luce per illuminare le genti” (come riportato nel Cantico di Simeone).

A Cannilora – La festa in Sicilia e i proverbi sulla fine dell’inverno

La festa della Candelora è chiamata in siciliano “a Cannilora” (o Cannalora) ed è legata ad una serie di riti e proverbi che rimandano alla saggezza contadina dei secoli passati.

In passato per cercare di prevedere le condizioni metereologiche si raccontava che se nella giornata della “Cannilora” c’era buon tempo l’inverno stava per finire, mentre se in quella giornata pioveva il brutto tempo sarebbe continuato per almeno altri 40 giorni (anche se nel resto d’Italia non mancano tesi discordanti).

Questa tesi dei saggi di un tempo coincide però con alcune basi della festa che sopra abbiamo descritto. Soprattutto il riferimento al momento di purificazione e alla luce, tra la fine dell’inverno che rappresenta il buio e l’arrivo della primavera che simboleggia il lento risveglio con la visione della luce. A febbraio, infatti, si inizia a notare l’allungamento delle giornate che si ricollega simbolicamente all’arrivo della luce che illumina le tenebre dell’inverno.

A riguardo sono diversi i proverbi sulla festa della Candelora che ci riportano ai riti e alle tradizioni del passato. Come ad esempio “Ppà cannalora a mmirnata ie fora… Ma se fora un iè, n’atri quaranta jorna cci nn’è.” (Per la Candelora l’inverno è fuori, ma se fuori non è altri 40 giorni ce n’è).

O ancora il proverbio “Si nun chiovi pi la cannalora di l’invernu semu fora!” (Se non piove per il giorno della candelora dall’inverno siamo fuori!).

Sempre nelle tradizione contadina segnaliamo il proverbio “Pi la Cannilora figghia a vecchia e figghia a nova” (Per la giornata della Candelora fanno le uova sia la gallina vecchia che quella giovane).

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