Carnevale – Storia e origini della maschera siciliana Peppe Nappa

Ogni anno, poco dopo le festività natalizie, uno degli appuntamenti più attesi da grandi e bambini è quello della festa del Carnevale. In tutta Italia c’è un’antica tradizione, tante sono le maschere Regione per Regione. In queste righe parleremo della storia, delle origini, del carattere e del costume della maschera siciliana di Peppe Nappa.

In Italia ci sono numerose maschere regionali che rappresentano il Carnevale, come ad esempio le più conosciute Pulcinella (originaria di Napoli), Arlecchino (Bergamo), per poi passare a Pantalone e Colombina (Venezia), Rugantino (Roma), Balanzone (Bologna) e così via.

Tutte queste maschere derivano da alcuni personaggi della commedia dell’arte o del teatro dei burattini e nella tradizione storica nascevano con l’intento di “cacciare” l’inverno e di aprire le porte all’arrivo della primavera e al “risveglio” della natura.

Peppe Nappa – La storia, le origini del nome e il costume della maschera siciliana del Carnevale

Anche la Sicilia ha la sua maschera, rappresentata da tale Peppe Nappa. La maschera siciliana deriva dalla commedia dell’arte del Seicento. Non ci sono certezze sulle sue origini, alcuni la identificano con la città di Palermo, altri con Messina o Trapani.

Peppe (o Beppe) Nappa è un personaggio dal carattere molto pigro, un servo fannullone che non eseguiva gli ordini che il padrone gli assegnava.

Un carattere a tratti furbo ma che quando veniva scoperto dal Barone (il padrone) “pagava” tutte le conseguenze dei suoi atteggiamenti.

A Peppe Nappa piaceva molto dormire e si occupava solo della ricerca di cibo, infatti era molto goloso (trattandosi appunto di “maschera” è un ritratto di alcuni dei vizi dei siciliani, un po’ come tutte le altre maschere di Carnevale).

“Nappa” in siciliano significa “la toppa dei pantaloni”, un nome che sta a rappresentare le sue origini povere.

Il costume di Peppe Nappa è rappresentato da un vestito azzurro con dei grandi bottoni, una fascia al collo e delle maniche e dei pantaloni molto lunghi fino alla caviglia. In testa porta un cappello in feltro e ai piedi indossa delle scarpe bianche con la fibbia.

Dagli anni ’50 è stato scelto come maschera del Carnevale di Sciacca (uno dei più importanti e conosciuti dell’Isola).

Carnevale in Sicilia – Le altre maschere “locali” della tradizione dei carnevali siciliani

In Sicilia ci sono altre “maschere” più locali, legate a qualche centro e meno diffuse a livello regionale, come l’Abbattazzu (ad Acireale e nel catanese), la Vecchia di li Fusa (a Modica), il Mastro di Campo (a Mezzojuso), u’ Riavulicchiu (a Corleone), il Nannu e la Nanna (a Termini Imerese), fino ad arrivare a quelle più comuni che rappresentavano le figure dei Baruni (Baroni) e dei Dutturi (Dottori).



Al giorno d’oggi la maschera di Peppe Nappa, così come le altre “maschere locali”, sono poco conosciute dai bambini e soprattutto anche dai loro genitori.

Un po’ meno di tv (e oggi di tablet e smartphone) e un po’ di più di conoscenza delle nostre tradizioni e della nostra storia non farebbe del male alle presenti e future generazioni per ritrovare quello spirito di un tempo oggi sempre meno presente.

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