Origini e tradizioni della Festa dei Morti in Sicilia

A novembre ogni anno, dopo la ricorrenza di Ognissanti, è il giorno della “Festa dei Morti”.

Così viene chiamata questa giornata in Sicilia, una ricorrenza dalle antiche origini per ricordare i defunti in maniera particolare attraverso i più piccoli.

In Sicilia la “Festa dei Morti” è molto sentita da grandi e bambini; il giorno del ricordo dei nostri cari viene trasformato in una vera e propria festa con l’acquisto di giocattoli per i più piccoli, di particolari dolci come la frutta martorana o i biscotti chiamati “ossa dei morti” e anche con l’organizzazione di fiere in alcune parti dell’isola. A riguardo segnaliamo il racconto del giorno dei morti vissuto da Andrea Camilleri.

 Storia, origini e tradizioni del giorno della Festa dei Morti in Sicilia

Questa festa è legata ad antichi riti pagani che il cattolicesimo non è riuscito a far dimenticare. Infatti, il 31 ottobre nella tradizione celtica era l’ultimo giorno dell’anno, ossia il Capodanno Celtico, conosciuto anche con il nome di Samhain (che tradotto vuol dire “tutte le anime”).

Per i celti si trattava del primo giorno d’inverno in cui la notte era più lunga del giorno e, secondo antichi culti pagani, permetteva al principe delle tenebre di chiamare a sé tutti gli spiriti e di poter passare da un mondo all’altro.

Nel 835 d.c il Papa Gregorio II decise di spostare il giorno della ricorrenza di Tutti i Santi dal 13 maggio al 1° novembre per cercare di far dimenticare alcuni riti pagani. Successivamente, verso la fine del X secolo, venne introdotta anche la ricorrenza della commemorazione dei defunti (2 novembre).

Le nuove disposizioni della chiesa cattolica, unite alle antiche tradizioni dei culti pagani, hanno creato un mix che ha dato vita alla “Festa dei Morti” in Sicilia.

La tradizione in Sicilia vuole che i genitori/nonni comprino un pensiero ai bambini, molte volte si tratta di un giocattolo o di alcuni dolci tipici.

Per l’occasione la sera prima si ripeteva un’antica filastrocca:

“Armi santi, armi santi – Anime sante, anime sante
Io sugnu unu e vuatri siti tanti – Io sono uno e Voi siete tanti
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai – mentre sono in questo mondo di guai
Cosi di morti mittiminni assai” – regali dei morti mettetemene tanti

Secondo le antiche tradizioni nella notte tra l’1 e il 2 novembre i regali vengono nascosti e al mattino seguente i bambini vanno a cercarli in giro per la casa.

Una volta trovati si dice loro che quei regali sono stati portati in dono dalle anime dei parenti defunti a cui, successivamente, si fa visita tutti insieme al cimitero.

I dolci e i piatti tipici della tradizione per la Festa dei Morti in Sicilia

I regali erano soprattutto giocattoli, anche se in alcune zone venivano regalate delle scarpe, magari piene di cioccolatini. Per quanto riguarda i dolci, invece, ci sono differenti tradizioni che variano da una zona all’altra.

Sicuramente alcuni dei dolci della “Festa dei Morti” comuni in tutta la Sicilia sono la Frutta Martorana, i Pupi di Zucchero e i biscotti chiamati “ossa dei morti”.

Poi da provincia a provincia ci sono varie tradizioni: c’è chi regala u cannistru (il canestro), un cesto pieno di dolci o di frutta secca, chi invece si diletta nella preparazione di altri dolci per la ricorrenza come i taralli ricoperti di zucchero, i “mustazzola” con il vino cotto, i “rami di meli” con il miele, i “tetù” ossia biscotti ricoperti di glassa bianca o al cacao, i “biscotti regina” ricoperti di sesamo e altri ancora.

Le tradizioni sono molteplici anche per quanto riguarda le pietanze; in alcune zone è uso e costume mangiare il “muffuletto/a”, un particolare tipo di pane o altra tradizione è quella di mangiare le fave o piatti a base di questo ingrediente, come il “macco”, perché per gli antichi le fave custodivano le anime dei loro defunti.

Questa ricorrenza, ultimamente sempre più attaccata dal consumismo e dalle nuove mode americane di Halloween, ha un forte valore educativo proprio perché un giorno relativamente triste viene trasformato in una festa. Inoltre si cerca di trasmettere ai più piccoli a non avere paura del mondo dei morti e della morte in genere.

A riguardo concludiamo segnalando un pensiero dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia:

“Cosa è una festa religiosa in Sicilia? Sarebbe facile rispondere che è tutto, tranne che una festa religiosa. È innanzitutto una esplosione esistenziale; l’esplosione dell’es collettivo, in un paese dove la collettività esiste soltanto a livello dell’es. Poiché è soltanto nella festa che il siciliano esce dalla sua condizione di uomo solo, che è poi la condizione del suo vigile e doloroso super io, per ritrovarsi parte di un ceto, di una classe, di una città.”

Il giorno dei morti in Sicilia raccontato dal Maestro Andrea Camilleri

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