La guida sui mosaici della Villa Romana del Casale (orari e biglietti)

In questa guida andremo alla scoperta, poco fuori dal centro abitato di Piazza Armerina, di uno dei monumenti più importanti della Sicilia e dell’Italia intera: la Villa Romana del Casale che, con i preziosi mosaici risalenti all’epoca romana tardo imperiale, fa parte dal 1997 dei beni del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

La Villa Romana del Casale per gli oltre 40 pavimenti a mosaico policromo può essere considerata come uno dei più significativi reperti della civiltà romana. Un unicum nell’archeologia che, come un moderno documentario, ci racconta la vita degli aristocratici Romani durante l’Impero.

Origini, contesto storico e possibili proprietari della Villa del Casale

La costruzione è di datazione incerta, la maggioranza degli studiosi la colloca intorno al III-IV secolo d.C., eretta su una precedente struttura datata qualche secolo prima come testimoniano le svariate campagne di scavi. Nel V e VI d.C. secolo alla villa furono aggiunti nuovi spazi adattandola ad una struttura difensiva.

Nell’epoca romana l’area di Piazza Armerina era un luogo strategico molto importante, vicino al centro di Philosophiana (nei pressi dell’odierna Mazzarino, in provincia di Caltanissetta) e posizionata lungo la via che collegava le città di Catana (Catania) e Agrigentum.

La storia della villa si intreccia con la storia della Sicilia, infatti, dopo il periodo di splendore dei Romani la villa fu abbandonata ma durante il periodo delle dominazioni bizantine-arabe venne recuperata e le sue stanza in parte trasformate. L’arrivo dei Normanni, che costruirono il centro di Piazza Armerina, coincide con il periodo della distruzione intorno al XII secolo. Le rovine della villa Romana del Casale con i suoi magnifici mosaici, dopo un’alluvione che colpì la zona, però furono ricoperti da un misto di fango e sabbia che di fatto ha mantenuto quasi intatte le decorazioni dei pavimenti. I primi studi sull’area sono stati eseguiti intorno la fine del XIX secolo, mentre durante i primi anni del ‘900 fino agli anni ’60 le varie campagne di scavi hanno restituito gli splendidi mosaici romani della Villa del Casale.

Sulle origini dei proprietari che hanno avviato la costruzione ci sono tre tesi opposte: la prima vuole che questa villa nell’epoca Romana fosse di proprietà di un esponente dell’aristocrazia senatoria, forse un governatore o un prefetto di Roma (si fa il nome di Proculo Populonio, governatore della Sicilia); la seconda opzione, elaborata da alcuni studiosi, indica che la villa venne realizzata dall’Impero su commissione; l’ultima ipotesi vede la possibilità che la villa fosse una costruzione privata costruita da persone sempre di un certo rango durante la dominazione romana. Tra i vari nomi dei possibili proprietari uno dei più citati è quello di Massimiano Erculeo Augusto, Imperatore Romano.

La guida con la storia dei mosaici della Villa Romana del Casale

I vari scavi effettuati nella zona, prima da Biagio Pace e Paolo Orsi e poi sotto la guida di Gino Vinicio Gentili, hanno permesso di capire l’originaria struttura della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina composta da quattro grandi raggruppamenti divisi in sale, gallerie, peristili, cortili e terme decorate da mosaici policromi realizzati da maestranze nordafricane e da ambienti affrescati di cui però sono visibili solo poche tracce, per una superficie complessiva superiore a 3.500 mq.

I mosaici della Villa Romana del Casale raccontano la vita dell’aristocrazia con la rappresentazione di vari momenti come la caccia e la cattura di animali, la pesca, le gare al Circo Massimo di Roma, episodi mitologici, momenti di benessere per il corpo e la mente, la moda dell’epoca, lo sport e altre attività.

I quattro grandi raggruppamenti sono composti: da un ingresso monumentale con un cortile con tre arcate; la parte centrale della villa costruita intorno ad un peristilio quadrangolare; la zona di rappresentanza composta da stanze, sale e da un peristilio ellittico; il complesso termale.

mappa villa Romana del Casale
La mappa della Villa del Casale

Per accedere alla villa, dopo aver superato la biglietteria, si entra dallo storico ingresso monumentale composto da un arco romano con tre aperture, una più grande centrale e due laterali più piccole, di cui sono visibili i resti dei quattro piloni con quelli intermedi decorati da coppie di fontane da cui passava l’acqua che arrivava alle vicine vasche termali. 

Il cortile pavimentato a forma poligonale è circondato da 11 colonne (di cui due originali) che formavano un portico che doveva rappresentare l’atrio della villa.

ingresso Villa Romana del Casale
L’ingresso alla Villa Romana del Casale

Ancora oggi nella parte destra della pavimentazione sono conservati dei tratti di mosaici a figura geometrica e in parte figurativi, mentre al centro è collocata una fontana.

La guida per visitare la Villa Romana del Casale inizia dall‘ingresso monumentale che divideva l’accesso alle due parti della villa: le terme (parte pubblica) e la residenza (privata). A sinistra del portico si accede alla stanza dei servizi, denominata “latrina ad esedra”, di forma semicircolare di cui è visibile anche il canaletto di scolo dell’acqua, utilizzata da chi doveva recarsi alle terme ma non poteva entrare nella villa. Nel pavimento sono presenti dei mosaici che ritraggono cinque figure di animali: un gattopardo, una lepre, una pernice, un’ottarda e un onagro (il mosaico non è coperto e con il passare del tempo si sta rovinando).

mosaici 5 figure animali della latrina privata
Il mosaico della latrina privata

Villa Romana del Casale: le terme, le sale e i mosaici

Dopo la latrina si visita il quartiere termale a partire dalla stanza chiamata Edicola di Venere, collegata all’ingresso da una parte con la latrina e dall’altra con il vestibolo. L’ambiente presenta una parete di fondo absidata e nel pavimento conserva dei mosaici con disegni geometrici, fiori a quattro petali e gigli. Il nome deriva dal fatto che in questo ambiente furono ritrovati dei resti di una statua di Venere.

Per visitare la parte pubblica delle terme della Villa del Casale si prosegue nella lunga sala dalle estremità absidate che dovrebbe essere una sorta di palestra in cui i Romani effettuavano degli esercizi, anche solo di riscaldamento, per poi entrare negli ambienti termali. La sala custodisce degli splendidi mosaici che raffigurano la scena di una Corsa di Quadrighe che si svolgeva in onore di Cerere, dea della fertilità e dei raccolti, in un circo che dovrebbe essere il Circo Massimo di Roma.

mosaici Corsa delle Qadrighe
Una visuale dei mosaici della Corsa delle Quadrighe

Una scena molto dettagliata in cui è raffigurata la gara di cavalli con gli spettatori e i partecipanti, chiamati “aurighi” che indossano tuniche di diverso colore per differenziare le 4 fazioni partecipanti. Il mosaico si sviluppa con le seguenti scene: un incidente tra l’auriga rossa e quella verde con la prima che cade; la vittoria dell’auriga verde con un suonatore che segnala la fine della corsa; la premiazione del vincitore con una palma. Osservando il mosaico nella sua interezza si possono notare tanti altri dettagli come la presenza dell’Obelisco, che dovrebbe essere quello di Ramses II visibile in Piazza del Popolo a Roma, i tre templi dedicati a Giove, Roma ed Ercole con sotto la scena della vestizione di un’auriga e altri particolari della gara.

La visita procede con il passaggio alla stanza ottagonale, detta il Frigidarium, che presenta due vasche utilizzate per bagnarsi nell’acqua fredda e nell’acqua tiepida con un impianto pavimentale di riscaldamento d’avanguardia, mentre nelle piccole absidi laterali vi erano delle panchine che servivano per cambiarsi. Nell’ambiente centrale i mosaici ritraggono una ricca scena marina in cui vengono rappresentati nereidi (ninfe marine), tritoni, delfini, leoni marini, pesci e amorini pescatori tra quattro barche, mentre nelle absidi si raffigurano scene di persone intente a cambiarsi i vestiti, aiutate da schiavi, denominate “mutatio vestis”.

Nella piccola stanza adiacente ci troviamo nella Sala delle unctiones (o delle frizioni) nella quale avvenivano le sedute di massaggi e di unzione della pelle. Il pavimento di questa stanza, infatti, è decorato da un mosaico figurato che ritrae la scena in cui degli schiavi sono pronti ad eseguire una sessione di massaggi (si notano gli strumenti dello strigile e l’ampolla dell’olio). Tra i servitori si leggono i nomi di Tito e Cassio, inseriti in una fascia in due figure in basso, con in mano un secchio e una scopa. Uno dei due indossa un copricapo conico tipico delle zone della Siria.

Si procede con l’ambiente del Tepidarium che serviva per abbassare la temperatura del corpo dopo essere stati nella stanza del Calidarium, l’ambiente termale in cui tramite dei fuochi accesi veniva prodotto calore nell’area della Praefurnia (preforno).

praefurnia della Villa Romana del Casale
La praefurnia delle terme della villa

Nel Tepidarium sono presenti dei brevi tratti di mosaici in cui si notano dei soggetti, forse atleti, con fiaccole e scudi in mano che probabilmente stavano partecipando ad una gara. Nell’ambiente seguente si trova l’area del Calidarium con in mezzo la stanza del Laconicum in cui avvenivano le sessione di saune e bagni termali. I mosaici dei locali di questa parte della Villa Romana del Casale non sono stati recuperati però è visibile il dispositivo a suspensurae dell’Hypocaustum, il sistema di riscaldamento usato per la circolazione di aria calda dentro dei tubi in terracotta collocati nel pavimento e nelle pareti.

Guida alla visita della Villa del Casale: il vestibolo, il grande Peristilio e il Sacello dei Lari

Tornando indietro nel cortile siamo di nuovo dinanzi al vestibolo dell’Adventus, l’ingresso ufficiale agli ambienti interni della Villa del Casale in cui avveniva il saluto ai proprietari. Nei mosaici della pavimentazione, infatti, è stata recuperata in parte la scena dell’arrivo degli ospiti suddivisa in due registri: nella parte superiore un uomo con un candelabro in mano e la corona di alloro sul capo sembra stia aspettando l’arrivo di qualcuno insieme a due giovani; mentre nella parte inferiore sono rappresentati due giovani che sembra siano intenti a cantare per accogliere l’arrivo dell’ospite. Anche le pareti in passato erano decorate da affreschi di cui purtroppo sono visibili alcune tracce (come dei piedi con dei sandali).

Di fronte all’area del vestibolo ci troviamo nel grande ambiente del Peristilio in cui poco dopo l’ingresso è collocato nel cortile una edicoletta absidata chiamata il Lararium o Sacello dei Lari. Una cappella votiva, preceduta da due colonne in marmo, la cui funzione era quella di custodire le statue delle divinità romane protettrici della casa, i cosiddetti lari familiari. Nel pavimento di questo vano si nota un mosaico raffigurante una figura geometrica.

L’area rettangolare del Peristilio è composto dai portici presenti nei quattro lati che sono decorati da 32 colonne in marmo con capitelli corinzi che racchiudono lo spazio esterno composto da una vasca centrale, in passato contornata da una statuetta di Amorino (Eroto) e da alberi profumati. Nel pavimento dei corridoi sono presenti più di 130 mosaici che raffigurano dei grandi medaglioni di ghirlande di alloro che all’interno riportano delle teste di animali di varie specie tra cui si riconoscono felini, tori, antilopi, cavalli e cervi.

Proseguendo lungo il percorso di visita della Villa Romana del Casale si può rivedere da un’altra angolatura e apprezzare ancora di più il mosaico delle corse di quadrighe nel Circo Massimo. Affacciandosi sul pianerottolo della scala curvilinea vi era l’accesso alle terme utilizzato dai proprietari, denominato Vestibolo della Dominus. Nel mosaico è raffigurata la scena con la Dominus che accompagna alle terme i figli con due ancelle che portano il cambio dei vestiti e gli strumenti per i massaggi. Alcuni studiosi pensano che la Dominus sia Eutropia, moglie di Massimiano Augusto, insieme ai suoi due figli Massenzio e Fausta.

I mosaici della Sala della danza, delle Stagioni e della Piccola Caccia della Villa Romana del Casale

Seguendo il corridoio del portico giungiamo nei pressi di una serie di ambienti denominati stanze degli ospiti con un vano identificato con la Stanza del Forno che conserva dei mosaici a motivi geometrici in parte danneggiati nel periodo normanno dalla costruzione di una fornace. A seguire una stanza riservata al personale di servizio in cui sono visibili i mosaici di forme geometriche con esagoni, quadrati e stelle, mentre in fondo in un vano rettangolare era presente l’area della cucina.

La guida alla visita della Villa Romana del Casale prosegue nell’area dell’hospitalia, in cui erano allestite le sale da pranzo e le camere da letto degli ospiti, alcune delle quali conservano ancora le meraviglie dei pavimenti mosaicati. Iniziamo dalla Sala della danza in cui tra i resti dei mosaici rinvenuti si notano 6 coppie di giovani, suddivisi in due registri, intenti ad effettuare dei passi di danza. In una parte sono presenti due ragazze che mentre danzano vengono sollevate, mentre nell’altro registro si riconosce una giovane danzante con abito lungo e un velo di seta. Secondo alcuni studiosi questo mosaico potrebbe raffigurare il racconto di alcuni episodi del Ratto delle Sabine anche se però non sono presenti scene di violenza.

Nell’ambiente seguente ci troviamo nella Sala delle Stagioni nella quale nei mosaici sono raffigurate diverse figure geometriche, figure femminili, maschili e animali. Nel dettaglio i mosaici dovrebbero rappresentare rispettivamente la Primavera (una fanciulla con delle rose in testa); l’Estate (un giovane con il capo cinto da spighe); l’Autunno (una ragazza con in testa i grappoli d’uva) e l’Inverno (un ragazzo con in testa una corona di foglie). Nelle vicinanze sono presenti diverse figure di animali come pesci, uccelli e pavoni che fanno sempre riferimento alle stagioni.

Mosaico della Sala delle Stagioni
Il mosaico della Sala delle Stagioni

La stanza più significativa di questo corridoio della Villa Romana del Casale è quella con i mosaici della Piccola Caccia, una sala utilizzata nel periodo invernale per la sua esposizione a mezzogiorno. All’ingresso presenta delle colonne in marmo con capitelli ionici, mentre nella pavimentazione troviamo il racconto di giornate di caccia. Nel dettaglio il mosaico presenta 12 scene divise su 4 registri che raccontano le battute di caccia con la prima scena in cui dei servi guidano i cani, la scena di un sacrificio a Diana di un cinghiale e una lepre, mentre sulla sinistra sono presenti due cacciatori che con un falcone danno la caccia a due tordi. Al centro sotto gli alberi e il drappo rosso è raffigurato il banchetto i cui commensali sono con buona probabilità il proprietario della villa e altri cacciatori. Sotto una doppia caccia alla lepre, il momento della cattura del cervo e l’intervento dei cacciatori in soccorso di un uomo ferito con la successiva presa di un cinghiale.

i Mosaici della Piccola Caccia della Villa del Casale
Il mosaico della Piccola Caccia

La visita continua nella Sala degli Amorini pescatori (o Eroti), usata probabilmente come sala da pranzo per gli ospiti, in cui nei mosaici vengono raffigurate 4 barche con degli Amorini (o putti, che rappresentano la figura infantile di Eros) che si danno alla pesca e mostrano i vari metodi dell’epoca. Si possono scorgere i dettagli delle reti, della nassa, della lenza e della fiocina e altri particolari di come avveniva la pesca nel periodo Romano, mentre sullo sfondo nella parte alta si riconosce una villa con un colonnato.

mosaico Sala degli Amorini Pescatori
Sala degli Amorini Pescatori

Nella guida ai mosaici della Villa Romana del Casale giungiamo nei pressi delle sale con disegni geometrici che raffigurano ottagoni e quadrati che contengono delle decorazioni a motivi floreali inclusi in dei cerchi. Queste stanze venivano utilizzate dai servi che avevano il compito di occuparsi dell’abitazione del proprietario.

Guida alla Villa Romana del Casale: i mosaici del corridoio della Grande Caccia

Nei pressi del lungo corridoio (quasi 66 metri) che precede gli appartamenti padronali la pavimentazione custodisce i mosaici della Grande Caccia, uno dei più affascinanti, in cui sono raffigurate diverse fasi che raccontano la cattura di svariate specie di animali (le venationes) e le fasi di trasporto a Roma.

Nel pavimento musivo delle due absidi presenti nell’estremità del corridoio sono raffigurati due mosaici che personificano le terre di confine conosciute all’epoca: a nord secondo gli studiosi è rappresentata la Mauritania (o l’Africa), attraverso una figura femminile con una lancia e ai fianchi un leone e un leopardo; mentre a sud è raffigurata l’India (o l’Asia) attraverso una figura femminile dalla pelle olivastra collocata vicina ad un elefante dalle orecchie piccole, una tigre e i cosiddetti formidines, dei nastri rossi utilizzati dagli indiani nelle fasi di caccia. In alto sulla sinistra un’araba fenice, simbolo di immortalità.

mosaici, suddivisi in 7 scene, riportano gli episodi di cattura con le varie tecniche delle differenti specie di animali come pantere, antilopi, leoni, cavalli selvatici, cinghiali, struzzi, tigri, rinoceronti, fino ad arrivare alla cattura dell’elefante e di un mostro mitologico come l’ippogrifo. In uno dei mosaici, si nota come avviene la cattura di un leopardo che viene attratto da un capretto squartato che fa da esca per poi essere chiuso dai soldati legionari in una grande gabbia.

Le scene, oltre alla presenza dei cacciatori, sono completate da altre figure come cavalieri e inservienti che nella parte centrale del mosaico si occupano del carico e del trasporto delle belve sulle navi. Questi animali venivano catturati non per essere mangiati ma per metterli in mostra durante gli spettacoli.

I mosaici del corridoio della Grande Caccia
Un dettaglio dei mosaici del corridoio della Grande Caccia

Nel dettaglio nella prima scena si nota la cattura di animali in diverse zone riconducibili, secondo gli studiosi, alla Mauritania (pantera), la Numidia (antilope) e la Bizacena (cinghiale). Nella seconda scena avviene il carico degli animali in un porto che molto probabilmente è quello di Cartagine. La terza è rappresentata una lingua di terra tra due mari dove arrivano le navi che dovrebbe essere il porto di Ostia. La quarta, invece, è presente un’altra scena di carico di animali, questa volta da Oriente. Nella quinta scena viene ripresa la cattura di elefanti in una zona che presenta degli edifici a pagoda.

Nei mosaici della scena seguente si riconoscono una lotta tra animali selvatici e uomini, mentre in basso sono raffigurati due soldati con un altro personaggio in attesa dell’arrivo di una cassa. Nell’ultima scena della Grande Caccia è rappresentata la cattura di una tigre con un metodo descritto da Sant’Ambrogio e da Claudiano attraverso un sfera di cristallo che inganna l’animale che pensa di vedere un cucciolo diventando una facile preda da catturare.

I mosaici della stanza delle ragazze in bikini e quella di Orfeo

Dopo l’affascinante mosaico della Grande Caccia, una sorta di documentario, la guida alla visita dei mosaici della Villa Romana del Casale prosegue arrivando al peristilio con altre due stanze riservate ai servi che riportano nei pavimenti dei mosaici con disegni geometrici, come i vani del lato opposto del peristilio prima del lungo corridoio.

In questa stanza il pavimento originale del III secolo fu sostituito intorno al IV secolo da un altro mosaico che rappresenta le famose 10 Palestrite che indossano un costume simile al moderno bikini, da cui prende il nome della stanza delle ragazze in bikini. In questo ambiente, sotto il mosaico delle ragazze, si può notare nell’angolo l’originale pavimento con disegni geometrici. Nel mosaico le ragazze in bikini sono impegnate in delle gare di atletica come il salto in lungo, i pesi, il lancio del disco, la corsa campestre, mentre altre sono intente a giocare con una palla. Il mosaico prosegue con la premiazione di una vincitrice e la consegna della palma della vittoria e di una corona di rose da parte di un’altra fanciulla racchiusa in un abito trasparente (la vincitrice tiene in mano una ruota raggiata con cui ha compiuto la gara).

Il mosaici delle ragazze in Bikini della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
I mosaici delle ragazze in bikini

Proseguiamo con la Diaeta di Orfeo, una stanza destinata ad intrattenimenti musicali visto il mosaico che raffigura il poeta Orfeo mentre suona la cetra, contornato da alberi e vari animali tra cui si riconoscono la fenice, i rinoceronti, gli ippopotami, gli elefanti e altri che rimangono attratti e ammaliati dal suono. Una scena che rappresenta come le arti possono dominare le forze malvagie con il loro fascino. Nell’abside è presente una copia romana di una statua di Apollo, mentre al centro era collocata una fontana.

Villa Romana del Casale: il peristilio ovoidale e il triclinium

La guida tra le meraviglie dei mosaici della Villa Romana del Casale prosegue tornando sul corridoio della Grande Caccia in cui si apre un piccolo cortile che collegava la parte della villa che abbiamo visto fino ad ora con il quarto gruppo di stanze composto dal Peristilio con portico ovoidale e dal Triclinium.

Il peristilio ovoidale, chiamato Xystus, presenta una fontana al centro e nel portico un pavimento a mosaico (recuperato solo in parte) in cui si notano dei busti di figure animali tra girali d’acanto. Nei due lati sono presenti sei piccoli ambienti con mosaici di genere idillico che raffigurano scene con Amorini vendemmianti e putti marinari, riconoscibili solo in parte. Nell’ambiente adibito per la vendemmia è presente un busto maschile con una corona riconducibile a Dionisio o alla personificazione dell’autunno.

Nei pressi dell’abside è presente un piccolo corridoio che lo collega al Grande Peristilio, utilizzato per condurre i visitatori direttamente al Triclinium. Questo corridoio presenta dei mosaici a volute di acanto con tracce di animali simili a quelli del peristilio ovoidale.

Proseguiamo la guida alla visita della Villa Romana del Casale addentrandoci nell’area del Triclinium, una grande stanza quadrata con tre absidi precedute da coppie di colonne di granito che probabilmente veniva usata per effettuare dei pranzi. Nel pavimento delle tre absidi sono presenti degli eccezionali mosaici ispirati alla mitologia classica. Nella parte centrale della stanza ci sono i mosaici delle 12 Fatiche di Ercole con la sconfitta di creature mostruose, mentre nell’abside sinistra viene raffigurata la glorificazione di Ercole coronato di alloro. Nella fascia di passaggio si notano i quadretti con la metamorfosi di Dafne in alloro e di Ciparisso in cipresso.

Nei pressi dell’abside mediana sono raffigurate le scene della Gigantomachia in cui ritraggono i 5 giganti che si erano ribellati a Zeus mentre vengono colpiti dalla frecce di Ercole e nella fascia di accesso i piccoli mosaici di Esione esposta al mostro marino e di Endimione che attende Selene. Nell’ultima abside a destra notiamo il mosaico del Mito della nascita della vite in cui si racconta l’episodio di Licurgo che tenta di uccidere la Menade Ambrosia che si trasforma in vite e aggrappa le gambe dell’eroe.

Villa Romana del Casale: i mosaici degli appartamenti dei Dominus

Proseguiamo la nostra visita all’esterno in cui si può vedere sul muraglione una sorta di acquedotto che portava l’acqua nella cisterna quadrangolare, detta il Castellum Acquae, per rifornire la villa. Attraverso una piccola scalinata ci avviamo verso la Basilica e gli appartamenti privati dei Dominus.

Nell’atrio porticato, utilizzato per collegare le varie stanze private, troviamo quattro colonne con capitelli ionici e nella pavimentazione dei mosaici che ritraggono degli Amorini sulle barche alle prese con una battuta di pesca nei pressi di un porto.

La guida ai mosaici della Villa Romana del Casale prosegue con la camera da letto dei figli del proprietario, chiamata per le decorazioni musive Cubicolo dei musici e degli attori. Nell’abside sono presenti due fanciulle che intrecciano corone di fiori, mentre nel pavimento sono raffigurati suonatori e attori impegnati in una gara e in una rappresentazione.

Si prosegue con la stanza del Cubicolo del Piccolo Circo nella quale sono raffigurate delle gare in un circo con 4 bighe trainate da volatili, ciascuna rappresentante le diverse fazioni contraddistinte rispettivamente: dalle rose sul collo dei fenicotteri (Primavera); dalle spighe delle oche (Estate); dai grappoli d’uva dei trampolieri (Autunno); dalle foglie sul collo delle colombe (Inverno), premiate con la palma della vittoria .

Si prosegue nell’anticamera del vestibolo di Eros e Pan in cui nelle decorazioni musive è rappresentato il combattimento tra Eros, accompagnato da due fanciulli e tre giovani donne (secondo alcuni la famiglia dei proprietari), e Pan rappresentato con una corona di fiori sulla testa. Affianco a Pan è presente un arbitro con un manto rosso seguito da un corteo di satiri, sileni e menadi. Sullo sfondo si nota un tavolo con la palma della vittoria e due sacchi di denari di cui è indicata anche la somma. Secondo alcune versioni i due sacchi si rifanno all’equità fra i due dei.

La stanza seguente è quella della camera da letto di uno dei figli, chiamata Cubicolo dei fanciulli cacciatori, nella quale i mosaici sono divisi in due registri: in alto si notano delle ragazze raccogliere fiori e intrecciare ghirlande con un ragazzo che trasporta due cesti di rose, mentre in basso sono visibili delle scene di caccia di giovani fanciulli alle prese con una lepre, un’anatra e un’antilope. Tra le tante scene impresse da segnalare quella di un gallo che becca uno dei fanciulli.

Concludiamo con la Diaeta di Arione, una stanza privata in cui la proprietaria si rilassava in soggiorni musicali e filosofici. Nei mosaici è riportata la scena del poeta Arione che seduto su un delfino suona la cetra e incanta pesci, grifoni, draghi, tigri, tritoni, cavalli marini e altri animali insieme alle Nereidi. Nell’abside si trova un mosaico con la testa di Oceano, una figura della mitologia Greca, circondata da diverse specie di pesci.

La Grande Basilica e i mosaici di Ulisse e Polifemo e della scena dell’abbraccio degli amanti

Nelle altre stanze alla destra della Basilica, nell’anticamera dell’appartamento dei Dominus, ci troviamo di fronte alla stanza da letto della proprietaria, chiamata Cubicolo della Frutta, contraddistinta da mosaici con figure geometriche e medaglioni di alloro arricchiti dai disegni di vari frutti come uva, mele, pesche, cedri, fichi, melograni. Nelle pareti si intravede anche qualche traccia di affreschi.

Proseguiamo la guida con la stanza denominata il Cubicolo della Scena Erotica (o abbraccio degli amanti) con la famosa decorazione musiva che vede una fanciulla quasi scoperta baciare un giovane ragazzo. Nel resto della stanza sono presenti quattro mezzi busti, all’interno di esagoni, che dovrebbero indicare le stagioni e otto cerchi con corone di alloro che ritraggono delle maschere teatrali femminili. Non mancano altre figure geometriche e una striscia di mosaici in cui sono raffigurati all’interno di cerchi due gruppi di giovani uomini e donne che si dilettano nel giocare con delle palline.

Proseguiamo la guida verso l’ultima stanza degli appartamenti dei proprietari della Villa Romana del Casale con il vestibolo di Ulisse e Polifemo con il mosaico che descrive il famoso episodio dell’inganno di Ulisse che offre la coppa di vino a Polifemo (rappresentato con 3 occhi) e sullo sfondo gli altri compagni di avventura. Un episodio che ha dato origine alla leggenda sulla formazione dei faraglioni di Aci Trezza.

mosaico Ulisse e Polifemo - Villa Romana del Casale
Il mosaico di Ulisse e Polifemo

Seguendo il percorso ci avviamo verso la Grande Sala absidata, conosciuta come Basilica, una sala di rappresentanza in cui all’ingresso sono collocate i resti di due imponenti colonne di granito rosso. La Basilica presenta nell’abside lo stallo in muratura in cui era situato il Trono Imperiale e nella pavimentazione alcune tracce dell’originaria decorazione ad intarsio marmoreo policromo, eseguita con la tecnica dell’Opus sectile, in cui sono riprodotte varie figure geometriche.

Il calendario con giorni e orari d’apertura, il costo biglietti e le info per visitare la Villa Romana del Casale

La Villa Romana del Casale si trova lungo la strada provinciale SP90, a circa 6 km dal centro di Piazza Armerina.

La Villa Romana del Casale è visitabile tutti i giorni dal lunedì alla domenica, compreso i festivi. Tra le novità dell’estate 2020 ci sono le aperture che si estendono fino a sera, infatti, gli orari di visita (in vigore fino al 25 ottobre), prevedono gli ingressi dalle ore 9.00 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00).

Le visite in questa fase di continua emergenza CoronaVirus sono su prenotazione da effettuare sul sito della Regione youline.eu/laculturariparte.html (scegliendo giorno e orari disponibili). Per accedere dovete conservare il codice della prenotazione e mostrarlo agli addetti della biglietteria.

Il costo dei biglietti per visitare gli ambienti e gli splendidi mosaici della Villa Romana del Casale è:

  • 10 euro (intero),
  • tariffe ridotte a 5 euro per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni (anche dell’Unione Europea e di alcuni Paesi extra europei);
  • ingresso gratuito per tutti i minorenni, i disabili con accompagnatore, i docenti, le guide turistiche e gli studenti iscritti a determinati corsi di laurea attinenti.

Ingresso gratuito per tutti la prima domenica di ogni mese e fino al 7 giugno per la riapertura dopo la chiusura per il CoronaVirus.

Il tempo per visitare la Villa Romana del Casale e ammirare i sontuosi mosaici varia da 1 ora a 2 ore e 30 min, dipende dalla voglia di approfondimento e di sapere. All’interno non mancano i pannelli descrittivi sui vari ambienti e buona parte del percorso (più della metà) è visitabile anche da persone su sedie a rotelle.

E’ possibile acquistare un biglietto cumulativo che, oltre all’accesso alla villa, comprende la visita entro tre giorni dalla data di acquisto dell’Area archeologica di Morgantina e del Museo archeologico di Aidone (con la Venere di Morgantina) al costo complessivo di 14 euro (ridotto 7€).

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