La leggenda di lu fusu di la vecchia di Selinunte

A Selinunte, tra le rovine dei magnifici templi sparsi per tutto il parco archeologico, si erge una colonna chiamata “lu fusu di la vecchia” su cui si rimandano alcune leggende sulla presenza dei giganti in Sicilia e nell’area dell’ex colonia greca.

Questa colonna ricade nell’area del Tempio G (eretto in onore di Zeus), uno dei templi greci più grandi mai costruiti.

Proprio per rendere l’idea della grandezza di questo tempio nell’800 è stata rialzata la colonna (come si vede nella foto), chiamata dai selinuntini “lu fusu di la vecchia” per delle antiche leggende popolari.

Le origini e la leggenda di lu fusu di la vecchia della colonna del Tempio G di Selinunte

Tra i templi e le bellezze presenti nell’area archeologica di Selinunte, tra i notevoli resti del Tempio G, spicca una colonna che per le sue dimensioni somiglia quasi ad una torre.

La colonna di lu fusu di la vecchia, alta più di 16 metri e con un diametro di quasi 3,2 metri alla base, ha alimentato diverse leggende sull’esistenza nell’epoca antica dei Giganti in Sicilia.

Da Encelado a Tifeo, da Polifemo ai giganti di Palermo sono tante le leggende e i miti sulla presenza dei giganti in Sicilia. Tra queste c’è quella sulla caratteristica colonna, denominata dagli abitanti dell’area con il particolare appellativo di “lu fusu di la vecchia”.

Il mito narra che nell’area di Selinunte e dell’intera provincia di Trapani vivessero due distinte popolazioni di giganti: i Feaci, che si occupavano della navigazione, e i Lotofagi, intenti alla pastorizia e all’agricoltura.

Insieme a loro c’era anche una gigantessa anziana che utilizzava questa colonna come fuso per filare la lana per realizzare degli abiti per i giganti che vivevano nella zona.

Ed è proprio da questo particolare che prende il nome la colonna del Tempio G di Selinunte.

Una colonna che, oltre alla leggenda sui giganti, presenta delle singolari proporzioni architettoniche che la fanno sembrare da lontano non così grande come appare.

Infatti, avvicinandosi sempre di più possiamo notare la sua possanza e immaginare le reali dimensioni di come doveva essere in origine il Tempio G dedicato a Zeus.

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