Il mito del ratto di Proserpina ambientato in Sicilia (Lago di Pergusa)

Nella sezione dedicata ai miti e alle leggende ci occupiamo del mito del Ratto di Proserpina, una leggenda ambientata nel Lago Pergusa che, secondo la mitologia, ha dato il via all’avvento delle stagioni (nella foto la magistrale opera di Gian Lorenzo Bernini esposta alla Galleria Borghese di Roma).

Per i romani Proserpina (Persefone o Kore nella mitologia greca) era una dea il cui nome deriva dal latino e significa “emergere” o “crescere” e si riferisce appunto alla crescita del grano.

La leggenda del Ratto di Proserpina con l’arrivo della Primavera e l’alternanza delle stagioni

Proserpina, figlia di Cerere e Zeus, era una bellissima fanciulla che attirava su di sé molte attenzioni.

Il mito del Ratto di Proserpina racconta della giovane che un giorno si trovava in una zona pianeggiante della Sicilia, a pochi chilometri dall’attuale Enna, precisamente nei pressi del lago naturale di Pergusa.

La giovane fanciulla, insieme ad altre ragazze, era intenta a raccogliere dei fiori attorno al lago quando ad un tratto venne rapita da Plutone, dio degli Inferi, che emerse sulla terra dall’Ade (il regno delle anime greche e romane).

Plutone, tra le tante ragazze, decise di rapire proprio la giovane Proserpina per la sua affascinante bellezza. La fanciulla tentò invano di resistere a Plutone, mentre l’amica Ciane che provò a difenderla, opponendosi al volere del dio Plutone, venne trasformata in una fontana.

Cerere, la madre, dopo la scomparsa e le mancate notizie per nove giorni e nove notti decise di rivolgersi a Giove, fratello di Plutone e re di tutti gli dei, per riavere indietro la giovane fanciulla.

Giove non le diede molto ascolto e decise di coprire il fratello fino a quando fu obbligato ad intervenire per la grande siccità e carestia che colpì la terra, provocate proprio da Cerere, dea della terra e della fertilità.

Plutone, che nel frattempo sposò la giovane Proserpina, dopo l’intervento deciso del fratello, non poté  opporre resistenza ma prima di lasciare andare Proserpina le fece mangiare dei chicchi di melograno, simbolo del matrimonio; il motivo di questo gesto era legato ad un’antica legge la quale stabiliva che, chi avesse mangiato dei chicchi di melograno a casa del marito, prima o poi vi avrebbe fatto ritorno.

Per risolvere la questione Giove decise di riportare Proserpina sulla terra e farla rincontrare con la madre, ma allo stesso tempo stabilì che per un determinato periodo la fanciulla doveva far ritorno a casa di Plutone.

Al momento del ritorno di Proserpina sulla terra i campi e i prati rifiorirono rigogliosamente di frutti e semi.

Secondo i greci e i romani l’alternanza delle stagioni viene fatta risalire proprio al mito del ratto di Proserpina.

La giovane Proserpina, così proprio come un seme, dopo i sei mesi di buio sotto terra nell’Ade con Plutone (che si riferisce all’autunno e all’inverno), al momento del ritorno sulla terra fa sì che tutto inizi a fiorire e a germogliare, dando vita alla Primavera.

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