Teatro Massimo di Palermo – La leggenda sul fantasma della suora e il gradino

Tra le leggende siciliane non ci sono solo racconti basati sulla mitologia greca, infatti, non mancano le storie legate ad altri fatti misteriosi così come quella del Teatro Massimo di Palermo e del fantasma della suora e il riferimento ad un gradino della scalinata che fa inciampare tutti gli scettici che provano a salire.

Questa leggenda si intreccia alla travagliata storia della costruzione del Teatro Massimo e anche alla successiva infinita ristrutturazione degli anni ’70, tra numeri che si ripetono, presenze misteriose e un gradino che fa “truppicare” i visitatori.

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, conosciuto ai più semplicemente come Teatro Massimo, è uno dei teatri lirici più importanti d’Italia sito in piazza Verdi, nel pieno del centro storico di Palermo.

La struttura, dopo un lungo iter di costruzione durato ben 23 anni, è stata inaugurata ufficialmente nel 1897 ma nel corso degli anni la sua storia, tra arricchimenti decorativi interni e grandi esibizioni, è stata un po’ tribolata con una nuova lunga chiusura per restaurazione di ben 23 anni, un numero che ritorna, dal 1974 al 1997.

Questi fatti secondo alcune leggende popolari che si tramandano sono legate al fantasma della suora che si aggira all’interno del Teatro Massimo di Palermo, chiamato dai palermitani con il nome della “monachella” o di “Lu spiddu”.

Teatro Massimo di Palermo – La suora, il gradino e la leggenda sul fantasma della “monachella”

La lunga fase di progettazione del Teatro Massimo è dovuta in primis perché nell’area dell’antica Porta Maqueda (anch’essa demolita) prima della costruzione sono state demolite almeno tre chiese e i rispettivi monasteri per fare posto al teatro nell’odierna piazza Verdi.

I tre edifici di culto in questione erano la chiesa delle Stimmate, la chiesa di San Giuliano e la chiesa di Sant’Agata che all’interno dei monasteri custodivano anche le tombe di suore, preti e di altri defunti.

Al momento della demolizione nell’area in cui si trovano i defunti si racconta che sia stata profanata una tomba di una delle suore, per alcuni si tratta di una badessa (la Madre Superiora di un monastero), che risvegliata dal sonno eterno decise per ripicca di maledire l’opera tra intoppi, scherzi e presunte apparizioni.

“Mentre scavavano i muratura truvaru ‘sta cascia e lu spiddu si svegliò. Sta monaca ‘nqueta a tutti picchì idda non voleva stu teatro al posto del convento

Per tutto questo tempo sono diverse le leggende popolari che parlano di strane apparizioni ad operai, attrici e cantanti all’interno dei corridoi e delle sale del teatro. Come quella avvenuta durante una serata ad una cantante che vide il fantasma della suora nella caratteristica Sala degli Specchi ma nel tentativo di ostacolarla perse la voce e rimandò anche l’esibizione.

Tra gli altri dispetti in molti sostengono che sia proprio il fantasma della suora del Teatro Massimo di Palermo che si diverte a far “truppicare” (inciampare) le persone che non credono alla leggenda nel primo gradino della rampe di scale.

In tanti pensano che dietro l’infinita progettazione e la successiva chiusura prolungata degli anni ’70, con la durata dei 23 anni che stranamente si ripete, ci sia lo zampino o “lu spiddu” della “monachella”.

Infine in molti pensano che la frase che campeggia sul frontone della facciata “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire” sia stata inserita da qualcuno nel tentativo di placare le ire della suora.

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