Il significato e la storia della Frutta Martorana

Tra i prodotti siciliani più conosciuti andiamo a scoprire le antiche origini e la storia della frutta martorana (o di martorana) e il significato del suo nominativo.

Si tratta di uno dei dolci siciliani più noti e apprezzati in giro per l’Italia, tanto da essere stato inserito dal Ministero delle Politiche Agricole tra i prodotti agroalimentari tradizionali siciliani (PAT Sicilia – elenco).

La base di questo prodotto è molto simile al marzapane, infatti a volte viene i due prodotti vengono confusi. Tuttavia la frutta martorana siciliana, a differenza del marzapane, tra gli ingredienti non ha le uova ma nella versione originale ha solo mandorle, zucchero, vaniglia e acqua.

La storia della Frutta Martorana, il significato del nome e il legame con la Festa dei Morti

Le origini e la storia della frutta martorana (frutta marturana in siciliano) sono legate, così come tante altre ricette di dolci siciliani e non solo, alle sapienti mani delle suore siciliane del convento della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o San Nicolò dei Greci) di Palermo, una delle chiese che fa parte dell’itinerario arabo-normanno tutelato dall’Unesco.

La chiesa è stata eretta in epoca normanna nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, mentre l’annesso monastero benedettino è stato costruito nel 1193 su volere della nobildonna Eloisia Martorana

Proprio da questa donna deriva il nome della chiesa della Martorana (così come è conosciuta dai palermitani) e anche il significato del nominativo dei dolcetti (infatti sono chiamati anche frutta di Martorana).

Le origini di questo dolce siciliano sono di datazione incerta, ma sicuramente risalgono a dopo la costruzione del convento. La storia della frutta martorana, secondo i racconti della tradizione, è legata alla geniale inventiva delle suore del convento che all’epoca erano molto note per la cura del giardino e dell’orto annesso. Si narra infatti che il vescovo in carica decise di andare a vedere di persona le meraviglie del giardino del monastero benedettino.

La visita del vescovo però venne programmata in pieno autunno, proprio durante i giorni della ricorrenza di Ognissanti, stagione in cui gli alberi del giardino si avviavano verso l’inverno.  

A questo punto subentra la geniale invenzione delle suore del convento che decisero dei creare dei frutti con la pasta di mandorle per far sembrare il giardino pieno di tante cose buone.

Il risultato fu ottimo: molte famiglie nobiliari palermitane iniziarono ad acquistare questi dolcetti direttamente dalla suore tramite un servitore il quale inseriva una moneta nella ruota per ricevere in cambio un bel vassoio pieno di frutta martorana.

Da quei tempi così lontani è arrivata fino all’epoca moderna con tanti maestri pasticceri che si sbizzarriscono nella creazione di vere opere d’arte tra cesti ricchi di frutta e gli immancabili pupi di zucchero.

Proprio da questo aneddoto deriva la storia della frutta martorana, un dolce che si lega alla ricorrenza di Ognissanti e quindi anche alla Festa dei Morti in Sicilia.

Questo prodotto, infatti, in passato era disponibile solo nel periodo autunnale che coincideva con i primi giorni di novembre, proprio perché quel giorno per noi siciliani è un giorno di festa, soprattutto per i bambini, che vengono deliziati dalla preparazione di questi dolcetti (il giorno dei Morti in Sicilia secondo Andrea Camilleri).

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