I luoghi dove è avvenuto lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943

In queste righe ci occuperemo di uno dei fatti più rilevanti della Seconda Guerra Mondiale: lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel luglio 1943 con un approfondimento sul contesto storico, sui luoghi dove è avvenuto, sulla pianificazione degli Americani con i dettagli dell’operazione Husky e su alcuni appoggi poco “istituzionali”.

Tra le pagine della storia della Sicilia nel Novecento, durante il secondo conflitto mondiale, l’isola è stata teatro di uno degli eventi determinanti che nel corso dei successivi anni hanno portato alla completa Liberazione dell’Italia intera e dell’Europa dal Nazifascimo.

Gli Alleati durante gli anni del conflitto, nel tentativo di dare una mano all’esercito sovietico impegnato a contrastare l’avanzata dei tedeschi ad oriente, avevano pensato all’apertura di un secondo fronte per indebolire la difesa tedesca. Dopo una serie di tentennamenti e di valutazioni si decise nel novembre del 1942 di aprire un fronte nel nord Africa, sotto il controllo franco-tedesco, con lo sbarco in Algeria e Marocco.

Il controllo di questa parte del Mediterraneo fece da preludio alla decisione di dare il via allo sbarco degli Alleati in Sicilia nel luglio del 1943. In ballo però non c’era solo la nostra isola; un’altra opzione era rappresentata dalla Sardegna, poi però per una questione di contiguità territoriale si decise di pianificare lo sbarco in Sicilia tramite l’operazione Husky.

I tedeschi, fino a pochi giorni prima, pensavano più ad uno sbarco in Sardegna e/o nella vicina Corsica e per questo motivo non erano così presenti lungo la costa siciliana.

Le fasi e i luoghi dove è avvenuto lo sbarco degli Alleati nel 1943 in Sicilia

Nelle fasi di avvicinamento, qualche settimana prima, da ricordare l’invasione dell’isola di Pantelleria avvenuta l’11 giugno del 1943 tramite l’operazione Corkscrew. L’isola rappresentò la prima piccola parte di territorio italiano a cadere dinanzi all’avanzata degli Alleati. Dopo pochi giorni lo stesso avvenne con le isole Pelagie di Lampedusa, Linosa e Lampione.

Nelle fasi preliminari dell’operazione Husky non mancarono pesanti bombardamenti in diverse città siciliane, lungo l’Italia meridionale e in alcuni punti strategici (porti, aeroporti e basi militari).

La notte tra il 9 e il 10 del luglio 1943, lungo il tratto costiero della Sicilia sud-orientale che va da Licata fino alla frazione di Cassibile a Siracusa, avvenne lo sbarco degli Alleati divisi in due grandi unità: la 7ª Armata statunitense sotto la guida del generale George Smith Patton e l’8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery.

Nel dettaglio lo sbarco degli Alleati in Sicilia è avvenuto nei seguenti luoghi: nel tratto di costa e tra le spiagge di Licata, Gela e Scoglitti arrivarono gli americani; mentre i britannici si concentrarono sul Golfo di Noto tra Pachino, Capo Passero e Cassibile alle porte di Siracusa. La mattina seguente a Licata sventolava già la bandiera americana; gli Alleati presero subito il controllo del porto della città e di quello di Siracusa nella Sicilia orientale.

I luoghi dello sbarco in Sicilia degli Alleati sono stati fatti conoscere anche grazie agli scatti dei reporter Phil Stern e Robert Capa che hanno catturato diversi momenti e raccontato tanti aneddoti come l’incontro di Capa con un giovane Andrea Camilleri e la storica foto del soldato americano e del contadino siciliano.

Durante la campagna successiva allo sbarco non mancarono i conflitti con le forze italo-tedesche come la battaglia di Gela, quella della piana di Catania, l’occupazione di Siracusa, la battaglia di Troina, fino all’avanzata degli Alleati alla volta di Palermo e Messina e la ritirata dei tedeschi.

Dopo 38 giorni dallo sbarco degli Alleati in Sicilia il 3 settembre (anche se fu reso pubblico soltanto l’8 sett.) ci fu la firma dell’armistizio di Cassibile che portò alla caduta (almeno iniziale) di Mussolini che dopo qualche giorno fondò la Repubblica di Salò sotto la regia dell’occupazione tedesca del centro-nord dell’Italia.

La pianificazione dell’operazione Husky per lo sbarco in Sicilia

Sulla pianificazione dell’operazione Husky e sul successivo sbarco degli Alleati in Sicilia del 1943 nel corso degli anni è stato ricostruito che nelle fasi organizzative gli americani si avvalsero della collaborazione di esponenti mafiosi, uno su tutti Lucky Luciano, per avere informazioni strategiche e appoggio sull’isola (anche se alcuni storici non prestano molto attenzione a questi fatti).

Non mancano documenti e scelte inopportune degli Alleati che durante il dopoguerra liberarono diversi criminali e assegnarono importanti ruoli amministrativi a persone poco raccomandabili. Decisioni scellerate che hanno influito alla diffusione del cancro mafioso che in quegli anni ha ripreso vigore fino alle tristi pagine della storia recente.

Il tutto è stato segnalato durante quelle fasi nel rapporto Scotten nel quale segnalava ai superiori il problema. Un documento caduto nel vuoto che ha segnato la storia della Sicilia che è stata liberata dal Nazifascimo per cadere tra le braccia del cancro mafioso che iniziava a svilupparsi sempre di più. Un grave errore compiuto dagli Alleati ripetuto nella storia recente in altri conflitti in giro per il Mondo (vedi Afghanistan, Iraq e Libia).

Negli ultimi anni la questione è stata ripresa e ben raccontata da Pif nel film In Guerra per Amore.

Concludiamo ricordando i diversi soprusi e violenze commesse da alcuni militari durante la campagna in Sicilia ricordando le parole del Maestro Andrea Camilleri: “A guerra sempre tinta è”.

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