Il riassunto dei fatti del terremoto di Messina del 1908

Ripercorriamo gli eventi sismici più tragici che hanno colpito la Sicilia con il riassunto dei fatti, i luoghi, le vittime e i danni del terremoto di Messina del 1908 e del successivo maremoto che colpirono l’area dello stretto con la semi-distruzione delle città di Messina e Reggio Calabria.

Il sisma è stato uno degli eventi più catastrofici che hanno colpito la Sicilia e l’Italia intera, la scossa fu avvertita in buona parte della Sicilia centrale ed orientale, in quasi tutta la Calabria e in altre Regioni del Sud fino anche all’isola di Malta.

Il terremoto di Messina del 1908 portò tanta distruzione e viene tristemente ancora ricordato per le cosiddette baracche di Messina, ossia degli alloggi di prima necessità costruiti all’epoca durante i primi soccorsi che nel corso dei decenni sono state trasformate ed ereditate di padre in figlio che hanno continuato e continuano ad abitare in questa sorta di baraccopoli in condizioni poco rispettose (anche se questa è un’altra storia).

Terremoto di Messina del 1908 – I luoghi, i danni e le vittime in un riassunto dei fatti dell’epoca

La mattina del 28 dicembre del 1908, alle primissime ore del mattino (5.20 e 27 secondi), le città di Messina e Reggio Calabria vennero svegliate da una violenta scossa che generò il cosiddetto terremoto di Messina (chiamato anche con il nome di terremoto della Calabria meridionale-Messina).

Per ben 37 secondi l’area intorno allo Stretto di Messina venne colpita da un sisma di 7.2 di magnitudo della scala Richter che cancellò in buona parte la storia e i monumenti di quei luoghi anche se si tratta di territori già colpiti da altri eventi sismici nei secoli, come il terremoto del 1783 di quasi uguale intensità e distruzione.

Nel riassunto dei fatti del terremoto di Messina del 1908 iniziamo a dire che l’epicentro è stato registrato nella città di Reggio Calabria, precisamente nei quartieri cittadini di Archi e Ortì Inferiore. Il sisma venne avvertito in buona parte della Calabria (da Vibo Valentia in giù), in quasi tutta la Sicilia (soprattutto quella centrale ed orientale) e in diverse Regioni meridionali.  

Il numero complessivo di vittime si aggira tra le 90.000 e le 120.000, numeri impressionanti aumentati anche dal successivo maremoto, di uguale violenza, che si generò a seguito della scossa durante la quale molte persone, cercando riparo dai crolli e dagli edifici pericolanti, furono sorprese dalle onde che raggiunsero circa i 12-13 metri di altezza lungo le coste delle cittadine che si affacciano sullo Stretto di Messina.

Nella città dello stretto (e non solo) i danni del terremoto del 1908 furono molto ingenti. Secondo varie fonti si calcola che circa il 90% degli edifici di Messina furono distrutti, soprattutto la parte più vecchia e quella più bassa della città. Non mancarono anche allora le polemiche sui soccorsi, mentre la ricostruzione, nonostante gli aiuti ricevuti da tutta l’Italia e anche dall’estero, fu in parte lenta e caratterizzata dalla triste e vergognosa pagina delle baracche di Messina.

A Messina tanti furono gli edifici di pregio distrutti e mai più ricostruiti come la Palazzata (o Teatro marittimo) che si estendeva lungo il porto cittadino, il palazzo Municipale, la sede storica dell’Università, il palazzo Reale, le chiese di San Gregorio, della SS. Annunziata dei Teatini, di S. Filippo Neri e tanti altri palazzi, conventi e luoghi preziosi andati perduti. Altri furono in parte ricostruiti come il Duomo di Messina seguendo l’originale progetto normanno.

Un grande patrimonio artistico e culturale della città di Messina in gran parte andato perduto che è giusto ricordare.

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