La storia della Sicilia in breve (riassunto)

In queste righe cercheremo di ripercorrere in breve la storia della Sicilia dagli antichi popoli all’Unità d’Italia. Un riassunto della storia della nostra isola che come ben sappiamo ha avuto diverse dominazioni dai Greci ai Romani, dagli Arabi ai Normanni, dagli Svevi agli Angioini e via scorrendo lungo più di 3000 anni di storia.

Un viaggio attraverso le nostre origini per conoscere fatti e vicende e per conoscerci tramite i popoli che si sono succeduti nell’isola.

La storia della Sicilia in breve: dai primi antichi abitanti ai Fenici

La Sicilia (origine ed etimologia del nome) nella preistoria era abitata da popolazioni indigene sulle cui origini ancora oggi si dibatte tra varie civiltà presenti dalla provenienza che secondo alcuni studiosi svariava dal Nord Europa al Medio Oriente.

Sono diverse le testimonianze ritrovate nel periodo preistorico siciliano che vanno dalle incisioni d’arte rupestre paleo-mesolitica della Grotta dei Genovesi a Levanzo e della Grotta dell’Addaura a Palermo (tra il 35.000 e l’8000 a.C.) fino all’età del Bronzo con le prime civiltà studiate di Castelluccio, Naro, Filicudi, Siracusa e Pantalica (datate intorno al 1.900 – 1.400 a.C.).

Nell’era preellenica, dopo il 1.400 a.C., in Sicilia arrivarono da varie parti le prime popolazioni che si unirono ai popoli già presenti all’epoca sull’isola. Gli antichi popoli presenti in Sicilia sono conosciuti con il nome di Siculi, Sicani ed Elimi. I primi erano presenti nella Sicilia orientale, i Sicani nella parte centrale dell’isola e gli Elimi in una piccola parte della Sicilia occidentale.

Sulla provenienza di Sicani, Siculi ed Elimi ci sono ancora oggi diversi dubbi tra fonti storiche e studi moderni. Alcuni sostengono che si siano formati direttamente sull’isola, altri invece affermano che provenissero da altre regioni italiche e/o indoeuropee.

Nella storia della Sicilia da segnalare, tra l’XI ed il X secolo a.C., l’arrivo dei Fenici che si stanziarono lungo la costa occidentale alleandosi con gli Elimi. I Fenici per scopi prettamente commerciali presero possesso dei promontori sul mare fondando alcune note colonie fenicie in quel tratto di costa dell’isola.

Un’altra popolazione presente all’epoca della Sicilia preellenica è rappresentata dai Morgeti di cui però non ci sono molte testimonianze. Le uniche si basano sulla fondazione da parte dei Morgeti della città di Morgantina nel X secolo a.C. nell’entroterra siciliano.

La Sicilia nel periodo a.C.: l’arrivo dei Greci e i contrasti con i Cartaginesi

Nell’VIII secolo a.C. con la fondazione della colonia di Naxos (datata intorno al 734-735 a.C.) prende il via ufficialmente l’era Greca della Sicilia con la nascita di varie colonie greche come Siracusa, Catania, Leontinoi, Gela, Himera, Megara Hyblaea, Kamarina, Selinunte e Agrigento che hanno lasciato diverse tracce ancora ammirabili. Sulla fondazione della prima colonia greca ci sono dei pareri contrastanti che indicano Zancle la prima colonia (datata intorno al 756 a.C.). Nella difficile ricostruzione storica dell’epoca, in base anche ad alcuni reperti archeologici recuperati, la datazione della fondazione di Zancle rimane molto dubbia. Al di là di questo aspetto durante la dominazione i Greci assegnarono all’isola il nome di Trinacria (origini) per la sua forma triangolare con i tre promontori.

Nel corso della dominazione greca tra tutte le colonie primeggiava quella di Siracusa che successivamente nel 485 a.C sotto la guida di Gelone diventò una della città più importanti del Mediterraneo. Siracusa durante la cosiddetta Guerra del Peloponneso resistette anche alle mire espansionistiche di Atene costringendo gli avversari alla ritirata nel 413 a.C.

I Greci ormai avevano il pieno controllo della Sicilia a parte il tratto di costa tra Palermo e Marsala in cui resistevano i Fenici che, dopo la fondazione di Cartagine (nell’attuale territorio in cui sorge Tunisi), diventava sempre più ambiziosa nel Mediterraneo.

La tensione tra Greci e Cartaginesi era sempre più alta fino a quando non scoppiarono le guerre greco-puniche che diedero vita a varie battaglie lungo il Mediterraneo tra le quali ricordiamo la Battaglia di Himera (Imera) combattuta tra Siracusa e Agrigento alleate contro i Cartaginesi e vinta dalle colonie greche.

I conflitti continuarono con i Cartaginesi che nel V secolo a.C. prepararono la vendetta con le spedizioni puniche che portarono la caduta di Selinunte, la conquista e la distruzione di Himera e la caduta di Agrigento. I Cartaginesi conquistarono anche Gela e Kamarina e proseguirono le loro mire verso Siracusa; tuttavia l’esercito fu colpito da un’epidemia e in ritirata decisero di firmare un trattato di pace con Dionisio I nel 404 a.C.

Quel periodo viene ricordato per la grande instabilità tra battaglie, assedi e guerre sempre tra Greci e Cartaginesi che vede protagonisti i Siracusani che, dopo l’era di Dionisio, trovarono nuova linfa con il tiranno Agatocle che riconquistò Gela, ma venne battuto dai Cartaginesi nella battaglia di Monte Ecnomo nei pressi di Licata nel 310 a.C.

La storia della Sicilia in breve: l’inizio dell’era Romana, le guerre puniche e le dominazioni dei Vandali, degli Ostrogoti e dei Bizantini

L’instabilità continuò con tentativi di assedi reciproci tra Siracusa e Cartagine, anzi nel 264 a.C. si complicò con l’arrivo dei Romani che conquistarono Messina dai Mamertini (ex mercenari a fianco di Siracusa) e sfidarono Cartagine nella Prima Guerra Punica conclusasi nel 241 a.C. con la Sicilia che viene proclamata provincia Romana (ad eccezione di Siracusa che mantiene una sorta di indipendenza ancora per poco).

Cartagine, sotto la guida di Annibale, tentò la rivincita contro Roma con la Seconda Guerra Punica. Nel 215 a.C., dopo la morte di Gerone II (Ieróne II), Siracusa si alleò con gli storici avversari ma il risultato fu nefasto.

La Seconda Guerra Punica, infatti, si concluse dapprima con la conquista dei Romani nel 212 a.C. di Siracusa e con la successiva vittoria finale di Roma nel 202 a.C., la quale ottenne il dominio assoluto del Mediterraneo occidentale.

La Sicilia, sotto l’Impero Romano d’Occidente, vive un periodo di stabilità diventando prima, sotto Augusto, una provincia senatoriale e poi ottenendo, sotto l’imperatore Caracalla, il diritto di cittadinanza. La stabilità durò fino al 440 d.C. quando arrivarono i Barbari guidati da Genserico, Re dei Vandali che sbarcò a Lilibeo (l’attuale Marsala) devastando la Sicilia fino alla conquista finale nel 468 d.C.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente la Sicilia venne ceduta nel 486 d. C. ad Odoacre fino a quando Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, durante una cena uccise l’avversario prendendo il suo posto.

Nel 535 d. C. il generale Belisario viene mandato in Sicilia da Giustiniano, imperatore d’Oriente, e conquista rapidamente l’isola che passa sotto il dominio Bizantino.

La Sicilia diventa Araba, poi viene conquistata dai Normanni e scopre Federico II di Svevia

Il dominio bizantino in Sicilia, dopo alcune iniziali guerre con i Gotici, durò per più di 3 secoli fino alla conquista araba della Sicilia iniziata con lo sbarco a Mazara del Vallo nell’827 d. C.

La Sicilia, dopo aver contribuito alla diffusione del cristianesimo, diventa musulmana con Palermo capitale siciliana.

Nel 1061, dopo il tentativo di riconquista bizantino fallito da parte di Giorgio Maniace, arrivano i Normanni con Roberto il Guiscardo e il fratello Ruggero d’Altavilla che, dopo 30 anni di guerra, con la caduta di Noto nel 1091 scacciano definitivamente gli Arabi dalla Sicilia.

I Normanni però sotto la guida di Ruggero II riescono a far convivere e a coinvolgere le varie etnie che insieme vivono pacificamente, come dimostrano i capolavori dell‘Itinerario Arabo Normanno di Palermo e provincia.

Nel 1130 Ruggero II d’Altavilla fonda il Regno di Sicilia, istituendo il primo parlamento regionale (nel Palazzo dei Normanni a Palermo) e consentendo ad ogni persona di differente cultura di essere giudicata secondo la propria legge. Il Regno di Sicilia è stato uno Stato sovrano tra i più longevi durato fino al 1816 con la successiva istituzione del Regno delle Due Sicilie.

Il Regno, che comprendeva anche i territori di altre regioni meridionali, si contraddistinse per la sua prosperità economica e culturale. Popoli di diverse culture, infatti, si integrarono fra loro senza particolari problemi.

La storia della Sicilia in breve vede nel 1194 il trono del Regno passò in mano ai tedeschi degli Svevi con l’incoronazione di Enrico VI Hohenstaufen a Re di Sicilia dopo il matrimonio con la discendente normanna Costanza d’Altavilla (zia di Guglielmo II).

I due nel 1208 cedettero il potete al figlio Federico II di Svevia, una delle personalità più influenti del Medioevo, definito il sovrano “Stupor Mundi”.

Dopo la morte di Federico II inizia per la Sicilia un periodo di instabilità con il Papa che assegna il regno al francese Carlo I d’Angiò (1266), il quale riesce a sconfiggere Manfredi (figlio illeggitimo di Federico II) e Corradino (nipote) e a diventare Re di Sicilia, spostando la capitale da Palermo a Napoli.

Il riassunto degli ultimi secoli di storia siciliana: dalla rivolta dei Vespri Siciliani contro gli Angioini all’annessione alla Corona Spagnola, passando dai Borbone all’Unità d’Italia

Il potere angioino, tra malgoverno e soprusi vari, però non dura molto; infatti, il lunedì dell’Angelo del 1282 a Palermo scoppia la rivolta dei Vespri Siciliani.

In quelle fasi appare per la prima volta la storica bandiera siciliana giallo-rossa, simbolo della nostra isola.

La Sicilia, dopo oltre 90 anni di guerra del vespro tra Angioini e Aragonesi, con la firma del Trattato di Avignone passa sotto il potere aragonese. La dominazione aragonese, dopo l’estinzione dei discendenti siciliani, intorno al 1410 passa sotto il dominio della Corona di Spagna diventando un viceregno per quasi 300 anni.

Nel corso della storia la Sicilia nel 1713 conosce una prima breve parentesi sabauda con Filippo V Re di Spagna che, dopo la pace di Utrecht, cedette l’isola al duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Questo breve periodo durò fino al 1720, quando Carlo VI d’Austria diventò Re di Sicilia cedendo in cambio la Sardegna.

Questo nuovo periodo di instabilità proseguì fino al 1734 quando gli Spagnoli, sotto la guida dei Borbone, con la battaglia di Bitonto riconquistarono i territori perduti.

Nel 1735 Carlo III di Borbone diventa Re di Sicilia. La dinastia dei Borbone durò per oltre 125 anni con Ferdinando I Re di Borbone che nel 1815 ottiene il titolo di Re delle Due Sicilie.

La Sicilia, tra vari tentativi di ribellione popolari soppressi, rimase fedele ai Borbone fino al 1860 anno in cui ci fu a Marsala lo Sbarco dei Mille guidati da Garibaldi.

A furor di popolo, come ben racconta il romanzo de Il Gattopardo, dopo alcuni mesi ci fu l’annessione al Regno di Savoia prima della successiva Unità d’Italia.

La storia della Sicilia in breve prosegue dopo la Seconda Guerra Mondiale con lo sbarco degli Alleati nel 1943 che, insieme alle difficoltà post-guerra, apre ad un periodo di confusione tra movimenti indipendentisti, banditismo e possibilità di entrare a far parte di uno degli Stati degli USA.

Il tutto si concluse, almeno in maniera apparente, con l’istituzione nel 1946 dell’Autonomia Regionale speciale in parte però mai concretamente attuata.

Negli ultimi decenni di storia contemporanea da ricordare SEMPRE la lotta e il sacrificio di VERI Uomini dello Stato e di diverse personalità della società civile contro quel cancro mafioso che attanaglia la nostra terra.

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