La storia dell’isola Ferdinandea: l’isola che non c’è

Nel Canale di Sicilia, nel tratto di mare tra Sciacca e l’isola di Pantelleria, a circa 6 metri dalla superficie marina è presente una piattaforma rocciosa che nel 1831, dopo un’eruzione vulcanica, è emersa dal mare dando origine ad un’isola. All’epoca venne rivendicata da vari Stati; il Regno delle Due Sicilie, vista la vicinanza territoriale, ne rivendicò l’appartenenza e la chiamò Isola Ferdinandea (nella foto la rappresentazione dell’emersione eseguita dal pittore Camillo De Vito).

Dopo pochi mesi l’isola scomparve, diventando a tutti gli effetti l’isola che non c’è del Mar Mediterraneo.

L’Isola Ferdinandea: la storia e la disputa territoriale dell’isola che non c’è

Nel 1831, durante il periodo borbonico, l’area del Canale di Sicilia venne colpita da continui eventi sismici di forte intensità che furono avvertiti in tutta l’isola. In quel periodo da parte degli abitanti dell’aree vicine alla costa e degli equipaggi di alcune navi arrivarono diverse segnalazioni di continue colonne di fumo che fuoriuscivano dall’acqua, insieme ad uno strano sentore di zolfo, ad una moria di pesci e alla visione di strane esplosioni con zampilli di lava.

Le conferme ufficiali sulla presenza di una nuova isola arrivarono dai capitani Trifiletti e Corrao della nave Gustavo che furono testimoni dapprima delle esplosioni e dell’emersione del cono del vulcano e, successivamente, dell’emersione dell’isola.

L’inconsueta formazione di quest’isola nel Mediterraneo ha generato una vera e propria disputa tra diversi Stati sulla sua proprietà. Il Regno delle Due Sicilie, per una questione di vicinanza territoriale, rivendicò per prima l’appartenenza dell’isola al Regno Borbonico. Il Regno mandò vari studiosi siciliani, uno su tutti il professore dell’Università di Catania Carlo Gemellaro, che analizzò il fenomeno realizzando delle tavole prospettiche.

L’isola stuzzicò l’interesse di altri Stati stranieri che non disdegnavano l’idea di avere un punto fermo al centro del Mediterraneo per sviluppare future strategie commerciali e militari.

I primi furono gli inglesi che ne rivendicarono l’appartenenza tramite l’ammiraglio sir Percival Otham e il capitano Jenhouse i quali dopo un’ispezione piantarono la bandiera del Regno Unito nell’isola, assegnandogli il nome di isola Graham.

Dopo arrivò la spedizione francese guidata dal geologo Constant Prévost che tentò di rispondere alla mossa dei britannici assegnandogli il nome di “Isola Iulia”. Entrambi gli Stati, nonostante l’isola risultasse nelle vicinanze delle coste siciliane, non chiesero nessuna autorizzazione al Regno delle Due Sicilie che rispose piantando la bandiera del Regno a seguito di una spedizione guidata dal capitano Corrao, assegnandogli il nome di Isola Ferdinandea (dal Re Ferdinando II di Borbone).

La disputa territoriale venne interrotta alla fine dell’anno dall’inabissamento dell’isola causato dall’erosione. L’isola, infatti, era composta da tefrite, un materiale roccioso che difficilmente poteva resistere alla forza erosiva del mare.

L’Isola Ferdinandea: la posizione, la formazione e le dimensioni

L’isola Ferdinandea si trova nel tratto di mare del Canale di Sicilia, a circa 30 km dalla città di Sciacca sulla costa agrigentina e a 55 km dall’isola di Pantelleria.

La sua formazione è stata originata da un’eruzione del vulcano Empedocle che insieme ad altri vulcani sottomarini costituiscono la regione vulcanica dei Campi Flegrei del Mar di Sicilia (o Canale di Sicilia).

L’eruzione del 1831 provocò la fuoriuscita di una piattaforma rocciosa che arrivò a misurare circa 4 km² con un’altezza di 65 metri.

Nel corso della storia altre eruzioni del vulcano Empedocle hanno dato origine all’isola Ferdinandea. La prima emersione, secondo alcune fonti, risale al periodo della prima guerra punica intorno al 253 a.C.

L’isola Ferdinandea, dopo l’emersione del 1831, riapparve per brevissimi periodi nel 1846 e nel 1863.

La particolare storia dell’isola ha dato origine a tanti racconti, miti e leggende. L’isola Ferdinandea, infatti, ha stuzzicato la fantasia di diversi scrittori come Luigi Pirandello con il dramma in tre atti La nuova colonia; Andrea Camilleri con il romanzo storico Un filo di fumo e la siciliana Simonetta Agnello Hornby con il romanzo La zia Marchesa.

Un giorno l‘isola Ferdinandea potrebbe ritornare in superficie alimentando nuovamente il fascino dell’isola che non c’è.

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